118, Tar boccia il bando dell’Asl Avellino. Basta falsi rimborsi

AVELLINO – Gli infermieri professionali non possono essere considerati volontari e remunerati con il solo rimborso spese. A deciderlo il Tribunale Amministrativo di Salerno a seguito del ricorso presentato dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia contro il bando della ASL di Avellino sull’emergenza sanitaria. Il TAR di Salerno ha annullato il bando relativo al servizio di emergenza urgenza nelle 30 postazioni della provincia di Avellino, il ricorso era stato presentato dalla C…

AVELLINO – Gli infermieri professionali non possono essere considerati volontari e remunerati con il solo rimborso spese. A deciderlo il Tribunale Amministrativo di Salerno a seguito del ricorso presentato dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia contro il bando della ASL di Avellino sull’emergenza sanitaria. Il TAR di Salerno ha annullato il bando relativo al servizio di emergenza urgenza nelle 30 postazioni della provincia di Avellino, il ricorso era stato presentato dalla Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia. “Siamo soddisfatti del pronunciamento del TAR – afferma il Direttore della Confederazione Nazionale Andrea Del Bianco – le cifre inserite nel bando non potevano assolutamente coprire i costi relativi alla presenza di un infermiere professionale e di un autista soccorritore all’interno dell’ambulanza. Queste figure non possono essere in nessun modo definite volontari, ma con loro le associazioni di volontariato devono instaurare un rapporto di tipo professionale”. La Confederazione Nazionale delle Misericordie auspica che anche in altre zone d’Italia vengano presi provvedimenti di questo genere, che riconoscano in tutto e per tutto il lavoro e la professionalità necessarie al servizio di emergenza con una retribuzione consona alle competenze. “Purtroppo – prosegue Del Bianco – anche in altre parti d’Italia le ASL indicono gare sull’emergenza a cifre insostenibili che in certi casi spingono le associazioni di volontariato a ricorrere anche a sistemi di pagamento non regolare, con finti volontari che prendono dei miseri rimborsi spese. Questo mortifica il volontariato autentico e favorisce l’illegalità e l’evasione fiscale. Questa sentenza – conclude – è un primo passo per fare chiarezza: le figure come gli infermieri devono essere considerate come ‘professionali’ e non possano essere trattate come volontari”.

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