Accusate ingiustamente di assenteismo: e adesso chi ripaga le due vigilesse?

E adesso chi ripaga quelle due vigilesse che erano state denunciate dal loro comandante per avere commesso gravi irregolarità nella registrazione delle presenze?

Già il fatto che un comandante, in generale, denunci due suoi collaboratori, rappresenta un caso particolare perchè a una decisione del genere si arriva solo se ci sono prove “provate” e certezza del reato. Soprattutto se poi si vuole dare il fattoin pasto alla stampa.

Adesso, invece, emerge che tutto quanto reso di pubblico dominio con eccessiva solerzia dal Comando dei Vigili Urbani di Avellino, era semplicemente una bolla di sapone. Lo dice un giudice, stavolta non è una illazione, una maldicenza.

E allora c’è da domandarsi: qual è il clima che regna tra il Comandante e i suoi vigili? Eancora: tutto questo si ripercuote sui cittadini e sugli automobilisti? A quanto pare, ci sarebbero altri casi che del genere, che sicuramente emergeranno, ora che è stato scoperto il “non caso” denunciato a pieni polmoni da chi adesso dovrebbe porsi qualche quesito.

Il primo: chi ripagherà del danno provocato dalla sospensione del servizio e di immagine ricevuto dalle due donne dipendenti del Comando Vigili Urbani di Avellino? Il Comandante Arvonio, sempre così attento a fornire chiarimenti su tutto, darà una sua dichiarazione sul caso?

Se c’è stato dolo, non è giusto che il risarcimento ricada sul Comune e quindi sui cittadini. Si cominci a mettere mano nella tasca di chi ha sbagliato e vedrete che in futuro si eviterà di avventurarsi in accuse che potrebbero rivelarsi infondate, offensive e lesive.

Ci sarebbe tanto su cui discutere, per altre situazioni. Ora interessa riportare quanto è emerso dalla conferenza stampa tenuta dal Sindacato Cgil e dall’avvocatessa Anna Caserta che difendeva le due donne.

Con estrema chiarezza l’avvocato ha spiegato: “Il caso è stato archiviato semplicemente perchè non esiste. Ed è un fatto diverso rispetto all’ipotesi di non averlo commesso o diinfondatezza delle prove. Non è avvenuto e basta. Come si poteva immaginare un provvedimento giudiziario nei confronti delle due vigilesse? Il giudice ha perciò archiviato il caso perché la notizia è infondata, è qualcosa in più rispetto ad un fatto che non sussiste. Mancano tutti gli elementi per procedere. Addirittura è stato accertato che si parla di un danno allo stato di 1,85 euro. E’ evidente la sproporzione della sospensione inflitta dal comandante dei vigili Arvonio, un provvedimento che ha creato un danno enorme sia a livello di immagine che di risarcimento che ora sarà sicuramente quantificato. E aggiungo pure che il Pm ha chiesto l’archiviazione perché non è emerso dolo. Lascia tanta amarezza riscontrare che le notizie diffuse con tanta enfasi dal Comando dei Vigili agli organi di informazione siano state volutamente ingigantite”.

Per la par condicio, anche a queste novità viene data la giusta pubblicità. Perchè sono emerse tante cose su cui riflettere. Innanzitutto il danno sarebbe stato creato – se davvero fosse avvenuto – al Comune di San Potito e non a quello di Avellino. Cosa c’entri la decisione del Comando del capoluogo,qualcuno dovrà poi spiegarlo. In effetti le due vigilesse, smontato dal turno notturno alle ore 08.00 delmattino, si erano spostate a San Potito per iniziare – cpome da convenzione – il turno con inizio alle ore 08.00. In realtà si sarebbero presentate al lavoro con una decine di minuti di ritardo ma pare che all’uscita abbiano pure recuperato quel tempo che doveva essere, comunque, conteggiato dall’altro Comando e non da quello di Avellino.

Duro l’intervento del segretario dellaCgil D’Acunto: “Non è la prima volta che una denuncia di Arvonio viene smentita dalla magistratura. Peraltro, il Comandante aveva già cercato in tutti i modi di non far rinnovare la convenzione alle due lavoratrici,  accampando norme inesistenti”.

Confermato che sarà chiesto il risarcimento per le immagini lese dalle due vigilesse e anche per la sospensione ingiusta dal servizio,è da registrare che la Cgil si costituirà parte civile al fianco delle due vigilesse.

L’impressione è che adesso qualche altro coperchio potrebbe essere tolto a vicende di cui si sussurra nel palazzo del comando Vigili Urbani. E anche in quello del Comune, ufficio avvocatura, tanto per essere più precisi.

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