Inchiesta Dolce Vita, salta ancora la prima udienza del processo all’ex sindaco Gianluca Festa

Tribunali

Ennesimo rinvio per il processo Dolce Vita, nato dall’inchiesta di Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino e militari del Nucleo di Pg delle Fiamme Gialle presso la Procura di Avellino.

In aula era attesa anche la presenza dell’ ex sindaco di Avellino Gianluca Festa, il principale imputato del processo, che a causa del rinvio dell’udienza non è stato presente in aula.

Il collegio presieduto dal giudice Gian Piero Scarlato ha ritenuto impossibile trattare il processo, vista anche la sua complessità.

Il collegio ha rinviato al 17 novembre alle 15:30 e al 15 dicembre per decidere le richieste di prova e quella successiva per sciogliere le eventuali eccezioni sulle richieste di prova già sottoposte al vaglio del Tribunale.

La prima questione sollevata all’attenzione del Collegio era stata quella dell’avvocato Marino Capone, difensore insieme all’avvocato Nicola Quatrano di Fabio Guerriero, relativa alla costituzione di parte civile per tutti gli imputati rinviati a giudizio nell’udienza preliminare, ovvero 26 imputati. La costituzione del Comune di Avellino era stata ammessa perché quella precedente era un udienza di mero rinvio. Ma non lo era stato e solo successivamente con lettura dell’ ordinanza era stata ammessa. Da qui la richiesta di inammissibilità della costituzione di parte civile del Comune di Avellino. Un’eccezione che l’avvocato Carmine Foreste, legale di parte civile del Comune di Avellino, aveva chiesto di rigettare. Il nodo sarà sciolto nelle prossime udienze.

Nelle prossime udienze tornerà in discussione la legittimità delle intercettazioni, punto centrale del processo, superato al Riesame e non affrontato del tutto dai giudici della Cassazione.

I difensori degli imputati sono Luigi Petrillo, Marino Capone, Nicola Quatrano, Marco Campora, Ennio Napolillo, Gaetano Aufiero, Fabio Viglione, Maria Tiso, Giuseppe Saccone, Salvatore Operetto, Domenico Carchia, Domenico Ciruzzi, Angelo Iandolo, Francesco Saverio Iandoli, Valeria Verrusio, Salvatore Francesco Soriano, Alfonso Laudonia e Claudio Frongillo.  Solo dopo aver sciolto le riserve sulla questioni preliminari potranno essere ascoltati i primi testimoni, in particolare chi ha condotto le indagini sull’amministrazione Festa.

Il PROCESSO

Sono 18 i capi di imputazione su 19 contestati, sulla base delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Guardia di Finanza, che dal settembre 2023 al marzo 2024 hanno indagato sull’ex primo cittadino di Avellino.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino, riguarda presunti episodi di corruzione, peculato, rivelazione di segreto d’ufficio, ricettazione e associazione a delinquere. Nel fascicolo figurano ventotto imputati, tra cui ex dirigenti comunali, funzionari e collaboratori dell’amministrazione guidata da Festa. In pratica, l’ufficio inquirente ha concluso il lavoro, iniziato a settembre 2023, che aveva portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare per l’ex sindaco, poi annullate dalla Cassazione. Al centro delle contestazioni concorsi pubblici pilotati per l’assunzione di vigili urbani e funzionari, oltre a presunti affidamenti diretti di lavori pubblici in violazione del principio di rotazione. In particolare, due appalti per l’efficientamento energetico di Palazzo De Peruta – del valore complessivo di circa 250 mila euro – sono finiti nel mirino della magistratura

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