Il dato preliminare comunicato dall’Arpac è di 0,79 pg/Nm³ I-TEQ, contro un valore scientifico di riferimento di 0,15.
Il sindaco Tangredi Filuccio dispone misure precauzionali fino al 14 settembre.
Cambia nuovamente il quadro ambientale nella Valle Caudina dopo la riattivazione dell’incendio nella zona industriale di Airola. A Cervinara il sindaco Tangredi Filuccio ha firmato oggi, 11 settembre, un’ordinanza contingibile e urgente che dispone la chiusura delle scuole nelle giornate di sabato 12 e lunedì 14 settembre e introduce una serie di limitazioni alle attività all’aperto.
Alla base del provvedimento c’è il risultato preliminare del monitoraggio effettuato dall’Arpac nel territorio comunale dopo la ripresa delle fiamme avvenuta nella mattinata del 9 settembre. Secondo quanto anticipato dall’Agenzia al Comune, il campionamento avrebbe rilevato una concentrazione complessiva di diossine, furani e PCB diossina-simili aerodispersi pari a circa 0,79 pg/Nm³ I-TEQ.
Il dato assume particolare rilevanza perché il campionatore è stato installato sul terrazzo della sede del Comune di Cervinara, quindi direttamente nel centro abitato. La certificazione formale delle analisi da parte dell’Arpac è ancora in corso di acquisizione e l’amministrazione sottolinea che quello comunicato deve essere considerato, al momento, un risultato preliminare.
Il dato e il valore di riferimento
La concentrazione indicata nell’ordinanza è sensibilmente superiore al valore di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ che l’Arpac ha utilizzato nei propri comunicati sull’incendio come riferimento correntemente adottato dalla comunità scientifica. Non si tratta, tuttavia, di un limite normativo di qualità dell’aria e il Comune precisa espressamente questo aspetto nel provvedimento.
La decisione arriva dopo una fase nella quale il quadro sembrava in progressivo miglioramento. L’incendio era scoppiato il 31 agosto in un sito di stoccaggio di rifiuti nella zona industriale di Airola. Il primo monitoraggio effettuato nei pressi del rogo aveva restituito una concentrazione di 0,28 pg/Nm³ I-TEQ, superiore al valore scientifico di riferimento. Nei giorni successivi, invece, le rilevazioni avevano mostrato una progressiva diminuzione, fino a risultati inferiori alla soglia di rilevabilità in alcuni dei punti controllati.
La situazione è cambiata nuovamente il 9 settembre. Intorno alle 5 del mattino l’incendio si è riattivato e l’Arpac, sulla base delle osservazioni e della modellistica sulla possibile dispersione degli inquinanti, ha deciso di aprire un ulteriore punto di monitoraggio proprio a Cervinara.
Scuole chiuse il 12 e il 14 settembre
Il nuovo risultato ha spinto il sindaco Tangredi Filuccio ad applicare il principio di precauzione senza attendere la certificazione definitiva delle analisi. Tutte le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado presenti nel territorio di Cervinara resteranno chiuse il 12 e il 14 settembre. Il provvedimento comprende asili nido, servizi per l’infanzia e strutture educative assimilabili.
Fino alle 24 del 14 settembre vengono inoltre sospese le manifestazioni e gli eventi all’aperto che comportino aggregazioni o una permanenza prolungata all’esterno. La misura interessa appuntamenti culturali, musicali, ricreativi, religiosi, fieristici e di intrattenimento.
Stop anche alle attività sportive organizzate all’aperto, sia agonistiche sia non agonistiche. Sono sospesi allenamenti, gare, competizioni e tornei. L’ordinanza vieta espressamente anche qualsiasi partita di calcio, ufficiale o amichevole, con o senza pubblico, negli impianti presenti sul territorio comunale.
Le precauzioni per la popolazione
Il Comune dispone di limitare la permanenza all’aperto alle attività necessarie e invita a evitare attività fisica intensa e iniziative ludiche o ricreative prolungate all’esterno. Particolare attenzione viene riservata ai bambini, agli anziani, alle donne in gravidanza e alle persone con patologie respiratorie o cardiovascolari.
Nelle abitazioni, negli uffici e negli altri ambienti chiusi viene raccomandato di tenere, per quanto possibile, porte e finestre chiuse, soprattutto qualora siano percepibili fumo, esalazioni o odori di combustione. L’aerazione dei locali dovrebbe essere effettuata nei periodi in cui tali fenomeni non siano avvertiti.
Il provvedimento interviene anche sulle attività lavorative all’aperto. I datori di lavoro sono chiamati a rivalutare temporaneamente le mansioni che prevedono una lunga permanenza all’esterno, adottando misure organizzative in grado di ridurre l’esposizione dei lavoratori.
Stop precauzionale a raccolta, pascolo e acqua non protetta
Le misure riguardano anche prodotti agricoli e allevamenti. In attesa delle determinazioni dell’Asl Avellino, viene sospesa in via precauzionale la raccolta destinata al consumo e la commercializzazione diretta di frutta, ortaggi e altri vegetali provenienti da coltivazioni potenzialmente esposte alla ricaduta degli inquinanti.
L’ordinanza dispone inoltre di non consumare prodotti ortofrutticoli rimasti esposti all’aperto dopo la riattivazione dell’incendio, fino alle indicazioni dell’autorità sanitaria. Viene sospeso il pascolo nelle aree potenzialmente interessate, mentre mangimi, foraggi e punti di abbeverata devono essere protetti. I foraggi rimasti esposti non devono essere utilizzati.
Precauzioni anche per l’acqua: è temporaneamente sospeso l’utilizzo a fini alimentari di quella proveniente da pozzi, cisterne o altre fonti non adeguatamente protette che possano essere state interessate dalla ricaduta degli inquinanti.
Misure temporanee in attesa delle nuove analisi
L’amministrazione sottolinea il carattere precauzionale e temporaneo delle disposizioni. Il quadro sarà riesaminato non appena arriverà la certificazione formale dell’Arpac, insieme ai risultati dei successivi campionamenti e alle valutazioni dell’Asl Avellino.
L’ordinanza è stata trasmessa, tra gli altri, alla Prefettura di Avellino, all’Asl Avellino, all’Arpac, ai Vigili del Fuoco, alla Regione Campania, alla Provincia di Avellino, alle forze dell’ordine, alle scuole e alle società sportive.
Il punto centrale resta ora l’evoluzione delle concentrazioni rilevate dopo la riattivazione del rogo. Fino all’arrivo dei nuovi risultati, a Cervinara resta in vigore una linea di massima prudenza, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione della popolazione e soprattutto delle categorie più vulnerabili

