Montevergine, la strada resta chiusa. La riapertura slitta a Novembre

La riapertura della ex SS374 slitta ancora: prima i collaudi, si punta a fine ottobre. Dunque si potrebbe arrivare a quasi un anno senza la strada principale che conduce al Santuario della Madonna chiamata anche Mamma Schiavona

Come riferisce Il Mattino di oggi, i fedeli dovranno avere aspettare ancora.

Purtroppo si arriverà a quasi un anno senza la principale strada per il Santuario meta storica di tanti pellegrini.

I lavori sul versante dovrebbero terminare nelle prossime settimane, ma serviranno prove di carico, verifiche e collaudi. La riapertura si sposta verso la fine di ottobre, con il rischio di arrivare a novembre.
La strada per Montevergine resta chiusa e quello che inizialmente appariva come un problema legato all’emergenza si è trasformato, mese dopo mese, in una lunga ferita per la montagna irpina. La ex SS374 dir, principale collegamento viario verso il Santuario di Montevergine, è interdetta dalla frana dello scorso novembre e il ritorno alla normalità continua a spostarsi in avanti.

L’ultimo vertice in Prefettura ad Avellino ha allontanato definitivamente l’ipotesi di una riapertura entro questo mese. I lavori di consolidamento dovrebbero arrivare alla conclusione entro gli inizi del mese prossimo di ottobre.  Poi, però, comincerà un’altra fase, indispensabile prima di consentire nuovamente il passaggio dei veicoli: prove di carico, verifiche tecniche e collaudo delle opere realizzate.
Significa che la strada potrebbe tornare percorribile soltanto tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. Se il cronoprogramma sarà rispettato, saranno trascorsi quasi dodici mesi dalla frana che ha isolato il principale accesso carrabile al Santuario.

Lavori urgenti ma il tempo passa
La vicenda parte dagli eventi meteorologici del novembre 2025, quando il dissesto impose la chiusura della ex SS374 dir. Da allora raggiungere Montevergine è diventato più complicato, con inevitabili conseguenze per pellegrini, attività, lavoratori e per l’intero sistema di accoglienza legato al Santuario.
La stessa Provincia di Avellino ha dovuto attivare procedure di somma urgenza per gli ulteriori interventi di messa in sicurezza dell’arteria, gravemente danneggiata dagli eventi meteorologici verificatisi tra il 24 e il 26 novembre 2025. Nei mesi successivi il cantiere è proseguito tra opere di consolidamento e interventi sul versante, mentre più volte si è discusso delle possibili date per restituire la strada alla circolazione.
In estate l’orizzonte indicato era settembre. Il sopralluogo effettuato a luglio aveva alimentato la prospettiva di una riapertura dopo il completamento delle opere ancora necessarie. Oggi quella previsione non è più realistica.
Il problema non è soltanto terminare materialmente il cantiere. Prima di riaprire una strada interessata da un dissesto di questa portata bisogna certificare che le opere realizzate garantiscano le necessarie condizioni di sicurezza. È questo passaggio a spostare ulteriormente in avanti il calendario.
Un altro mese per prove e collaudi
Nel corso del vertice convocato a Palazzo di Governo, i tecnici della Provincia di Avellino hanno indicato la conclusione degli interventi tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Da quel momento sarà necessario attendere ancora per effettuare le prove di carico e completare il collaudo.
Non sarebbero dunque emersi nuovi ostacoli strutturali, ma tempi tecnici che non possono essere compressi senza incidere sulle garanzie di sicurezza.
Il sindaco di Mercogliano, Vittorio D’Alessio, non ha nascosto la delusione per il nuovo slittamento. L’amministrazione comunale confidava infatti nella possibilità di chiudere la vicenda entro settembre. Dal tavolo è arrivata invece la prospettiva di un’attesa di circa un altro mese.
Anche l’abate di Montevergine, Riccardo Luca Guariglia, ha richiamato la necessità di non sacrificare la sicurezza alla fretta. Il punto resta trovare una soluzione che, terminate le verifiche, permetta di rendere nuovamente accessibile l’arteria non soltanto alle automobili, ma anche ai pullman che accompagnano i pellegrini al Santuario.
Il peso di una chiusura lunga quasi un anno
Il calendario assume ormai un significato che va oltre il cantiere. Se la strada dovesse riaprire a novembre, Montevergine arriverebbe sostanzialmente a un anno senza il suo principale collegamento stradale.
Un periodo lunghissimo per un luogo che vive di pellegrinaggi, turismo religioso e presenze provenienti da tutta la Campania e da altre regioni. La chiusura ha costretto a riorganizzare gli accessi e ha reso la funicolare ancora più centrale nei collegamenti tra Mercogliano e il Santuario.
Il disagio diventa ancora più evidente nei periodi di maggiore affluenza. Settembre e ottobre rappresentano settimane importanti per la comunità monastica e per i fedeli. Proprio mentre aumenta il numero dei pellegrini, la montagna continuerà quindi a fare i conti con l’assenza della sua strada principale.
L’auspicio che si tratti dell’ultima attesa
Ora tutta l’attenzione è concentrata sul rispetto del nuovo cronoprogramma. Prima dovranno terminare le opere, poi toccherà alle verifiche e al collaudo. Soltanto al termine di questo percorso potrà arrivare il via libera alla circolazione, eventualmente anche attraverso una prima riapertura regolamentata.
Dopo mesi di annunci, sopralluoghi, lavori e nuove scadenze, per Montevergine comincia così un’altra attesa. La speranza è che sia davvero l’ultima e che entro la fine di ottobre, o al più nei primi giorni di novembre, la strada possa finalmente tornare a collegare Mercogliano con il Santuario.

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