Volano gli stracci sul cadavere della Scandone Basket

La Scandone Basket è morta e defunta. Inutile disquisire sui tecnicismi relativi al fallimento della gestione oppure della società.

La realtà è che, dopo 73 anni di gloriosa e spesso sofferta esistenza, il club avellinese di pallacanestro è fuori da ogni competizione e restano nella sua bacheca trofei che testimoniano traguardi di immenso valore sportivo.

Sulle vicende giudiziare susseguitesi negli ultimi tempi, si registrano dichiarazioni di avvocati, rappresentanti della defunta società, liquidatori e altri soggetti che bene farebbero a restare in dignitoso silenzio anzichè rinfacciarsi azioni, dichiarazioni e interpetazioni che rendono ulteriormente penosa la vicenda che lascia amareggiati gli sportivi, quelli veri, poco adusi a confrontarsi con spiegazioni e tecnicismi legali.

Invece volano gli stracci e, rispetto ad alcune dichiarazioni fornite da chi ha seguito la vicende della messa in liquidazione della gloriosa società di pallacanestro, adesso interviene Goffredo Solimeno (Liquidatore p.t. SS. Felice Scandone 1948) che chiede la parola non tanto per chiarire la sua posizione quanto per gettare fango su chi lo ha preceduto in tale compito, chiedendo chiaro e tondo come sia stato possibile creare un “buco” finanziario che somiglia a una voragine.

Dichiarazioni che Solimeno bene farebbe a formalizzare con una denuncia su cui potrebbe fare piena luce la magistratura, visto che vengono adombrate condotte su cui la risposta potrebbe venire proprio da una approfondita indagine anche di natura penale.

Emanuele de Girolamo

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