Scandone, la newco è l’ultima speranza, ma c’è un’altra grana da risolvere

Una newco a cui affidare la gestione sportiva del club, un gruppo di imprenditori che possa portare avanti la storia della Scandone, piombata in Serie B dopo quasi due decenni in massima serie.

È l’ultima fiammella di speranza a disposizione dei soccorritori della società cestistica avellinese, che vanta 71 anni di storia e che mai, probabilmente, si sarebbe immaginata di vivere da 4 mesi nel limbo dell’incertezza.

L’iscrizione al terzo campionato nazionale è stata effettuata, ma la Scandone al momento è una scatola vuota: non ha uno staff tecnico, una squadra e neppure un palazzetto dove allenarsi e giocare.

Il pool di imprenditori – qualcuno sembra aver risposto all’invito del Sindaco Festa e del notaio D’Amore – resta l’unica speranza per cominciare la stagione: domenica si gioca, i biancoverdi sono attesi a Scauri, per la prima di campionato.

A capeggiare la cordata imprenditoriale c’è la Givova di Giovanni Acampora che fungerebbe anche da sponsor tecnico immettendo nelle casse societarie parte dei fondi che servono a disputare la Serie B (servono circa 350mila euro, secondo Festa).

Nella serata di ieri qualcosa si è mosso, tanto che al “coach futuro”, l’avellinese Gianluca De Gennaro è stato chiesto di segnalare al dicesse Nicola Alberani una lista di svincolati da ingaggiare entro venerdì, giorno in cui terminerà il basket mercato.

Prima, però, va risolto il Lodo Bergamaschi. La FIP ha dichiarato morosa la Scandone, che dovrà versare all’agente toscano 26mila euro per sbloccare il mercato. Inoltre, la cifra dovrà essere corrisposta entro il prossimo 25 ottobre, pena l’esclusione dal campionato.

 

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