Le cinque domande a Discepolo de Il Mattino: “Castaldo faraonico”

Calcio – (A.V.) – Buona la prima per il tecnico Claudio Foscarini sulla panchina dell’Avellino.

Il giornalista de “Il Mattino”, Annibale Discepolo commenta il successo degli irpini tra le mura di casa del “Partenio-Lombardi” contro il Perugia (2-0).

I lupi ritrovano la vittoria (mancava da sei giornate) nel posticipo della 34^ giornata del campionato di serie B ConTe.it. L’Avellino si rialza e si allontana dalla zona playout.

1) Dopo oltre un mese, i biancoverdi tornano alla vittoria davanti al pubblico amico e danno una nuova chance alla salvezza. Stiliamo una disamina tecnica della gara tra Avellino e Perugia…

“Serviva un Avellino diverso, arrembante ed è quello che abbiamo visto, per più di novanta minuti, ieri sera al Partenio. Sistemato in campo ottimamente da Foscarini, ha impedito al Perugia – squadra da promozione in Serie A insieme all’Empoli – di giocare. Questo la dice lunga su quello che possono essere e sono state le considerazioni tecnico-tattiche, oltre che di ritrovata autostima e consapevolezza dei propri mezzi, coniugate ad una massa di gioco che ha impedito al Perugia di esprimersi. Perchè gli umbri non hanno giocato male. L’Avellino ha impedito loro di ripartire e di concretizzare qualsiasi azione. Non dimentichiamo che il Perugia ha un attacco fortissimo. La coppia Cerri-Di Carmine segna molto ed è tra le più forti della serie cadetta”.

2) Il cambio di allenatore non può avere, in un colpo solo, trasformato i singoli giocatori, ma è servito sciuramente a tirare fuori il meglio da ognuno di loro. La cura Foscarini ha eliminato quei blocchi mentali che avevano fatto precipitare i lupi in una posizione di classifica davvero pericolosa…

“Più che cura credo si tratti di una terapia d’urto che ha dato i suoi risultati. L’Avellino, come per qualcuno che si sente male e viene rianimato in ospedale con la scossa di un defibrillatore, è tornato in vita. E non perchè fosse morto, ma sicuramente addormantato, intorpidito”.

3) Il pubblico, ieri, è stato davvero strepitoso e ha rappresentato il dodicesimo uomo in campo. E’ d’accordo?

“Assolutamente, anche perchè la storia insegna. Mi piace rapportare una partita di calcio al gioco dei gladiatori, all’esibizione dei gladiatori nell’arena. Se il popolo li vuole, li spinge a combattere e poi vince il migliore. Ieri i tifosi hanno spinto la squadra che si è sentita trasferire una forza e una fiducia che aveva perso nel momento di smarrimento delle ultime settimane”.

4) Gigi Castaldo è stato un vero gladiatore. Con lui, senza dubbio, il resto della squadra. Il boomber di Giugliano è l’icona di questo Avellino ed è un dato di fatto… la ciliegina sulla torta sarebbe ritrovare anche i gol di Ardemagni che negli ultimi mesi non riesce a brillare…

“Castaldo ieri è stato letteralmente faraonico. E’ un calciatore anche lui totalmente ritrovato perchè per come veniva impiegato, lasciava presagire una sua condizione non ottimale, invece ieri ha giocato per più di novanta minuti, come tutti suoi compagni, confermando la sua natura da guerriero. Mi è piaciuto molto anche Asencio. E poi Molina… Ma questo discorso del recupero mentale toccherà ora farlo ad Ardemagni che Foscarini conosce molto bene. E’ stato bravo il mister a non gettarlo in campo e caricarlo di responsabilità. Sono certo che la cura funzionerà anche per lui”.

5) Quale sarà la chiave di lettura per la partita di sabato contro la Virtus Entella?

“Anche se in trasferta, l’Avellino dovrà ripetere la partita fotocopia di ieri sera col Perugia aggredendo da subito l’avversario, rimanendo alta, chiudendo le linee di passaggio, alzando un muro a centrocampo e sfruttando alternativamente uno degli esterni in modo tale che la squadra mantenga una copertura. Confido, inoltre, nel rivedere gli attaccanti giocare come ieri al Partenio, dove si è visto un Avellino quasi perfetto”.

 

 

 

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