La Scandone Avellino fuori dalla serie A, per la crisi della Sidigas: grazie De Cesare

Se tutto va bene, la Scandone Avellino giocherà in serie B nella prossima stagione.
Ecco il primo “regalo” di Gianandrea De Cesare, che ha trascinato in serie B il glorioso sodalizio che aveva rilevato in quella serie A poi frequentata con partecipazioni ai massimi livelli, senza vincere nulla, però.
Il rischio è che arrivi pure il secondo regalo dell’ingegnere che vola in elicottero (come Elio Graziano, ricordate?) con la possibile scomparsa pure del calcio Avellino.
Si riparte praticamente da zero, il popolo della pallacanestro accetta una realtà rispetto alla quale nulla può fare per opporsi, se non maledire l’uomo dall’immancabile sorriso, dalle continue rassicurazioni, dalla capacità di prendere tutti per il naso senza farsene accorgere, divenuto l’uomo del fallimento (per ora) sportivo.
Nessun segnale di isterismo, solo rassegnazione e rabbia: cosa potrebbero fare i tifosi della pallanacestro? Magari attendono di vedere cosa saranno capaci di inscenare quelli del calcio, che ancora attendono speranzosi.

In serie B la gloriosa Scandone potrà giocare se sarà completato l’iter dell’iscrizione con il versamento della prima rata federale di 20mila euro, stabilita dalla Lega Nazionale Pallacanestro e della presentazione della fidejussione da 30mila euro entro il 2 settembre. Altrimenti fuori anche dalla serie B.

Poi si parlerà degli aspetti tecnici, dei programmi sportivi ovviamente ridimensionati.
C’è chi dice che De Cesare abbia assicurato al presidente della Federazione, Petrucci, il ritorno in serie A nei giro di poco tempo ma le promesse dell’ingegnere volante non vengono più prese in considerazione.
Non ci sarà Alberani, nel futuro della Scandone, questo è certo: troverà lavoro altrove, questo grande personaggio che è sempre stato al fianco di De Cesare, ma forse in modo distratto, tanto da non riuscire a captare i segnali di una crisi finanziaria nota a tanti  ma non al direttore sportivo. Eppure era a conoscenza che i medici e diversi collaboratori non avevano percepito un euro, pure presentando fattura, che i proprietari delle abitazioni occupate dai giocatori di pallacanestro reclamavano i fitti, ed altro ancora. Il suo stipendio, però, veniva regolarmente accreditato in banca, che le sue note spese di viaggio venivano regolarmente liquidate. E allora significava che tutto andava a gonfie vele.

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