Disordini Foggia-Avellino, la replica di Ghirelli: «Mai puntato il dito contro i tifosi dell’Avellino»

Disordini Foggia-Avellino, la replica di Ghirelli: «Mai puntato il dito contro i tifosi dell'Avellino»
Con una lettera aperta in merito a quanto accaduto lunedì sera a Foggia, il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, ha replicato alle parole del sindaco Gianluca Festa intervenuto ieri pomeriggio ai microfoni di Radio Punto Nuovo e del presidente Angelo D’Agostino, che si è espresso attraverso un comunicato diramato sempre nella giornata di ieri.

DI SEGUITO LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE FRANCESCO GHIRELLI

«Caro Sindaco Festa, caro Presidente D’Agostino, ho letto le dichiarazioni fatte dopo la mia presa di posizione sui gravissimi fatti successi durante la partita Foggia-Avellino. Vi assicuro che sono profondamente meditate, nessun errore a causa di scarsa e rapida valutazione nel merito, pubblicate dopo attenta verifica con i legali.
Dove si evince che io abbia puntato il dito solo contro la parte Avellino?. Questo è il testo: “A Foggia la partita tra Foggia ed Avellino è stata sospesa a causa di continui, pericolosissimi lanci di petardi verso il terreno di gioco e tra settori del pubblico”. Ne riporto qui una parte della mia dichiarazione e allego l’intero testo per permettervi la lettura completa della stessa. Dove c’è nella mia dichiarazione che io indichi una sola parte nel dare la responsabilità dei lanci pericolosissimi di razzi e petardi? Io ho condannato, senza se e senza ma, gli atti delinquenziali che potevano arrecare danni gravissimi a bambini, donne, spettatori e allontanano la gente normale dal calcio. Ho aggiunto che se verranno identificati “i delinquenti” che hanno fatto i lanci, promuoverò azioni per danni, poiché hanno causato un colpo alla reputazione dei club di Serie C. Lo dico in forma semplice e comprensibile, in modo che ne consegua che ognuno si schieri senza alcuna ambiguità e, ancor più, senza usare cose non dette dal sottoscritto per poter dire e non dire. Un caro saluto, Francesco Ghirelli»

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