Provate a immaginare il calcio di qualche tempo fa, provate a immaginare, ad esempio, Sibilia che per cominciare un colloquio, diciamo così di lavoro, si toglie la giacca bianca ed appoggia la sua pistola sul tavolo. Il libro comincia così ed è un viaggio nel calcio, dagli anni ’80 fino ad oggi, un viaggio con tante piccole tappe, tante, piccole e grandi storie, tantissimi aneddoti di calciatori, presidenti, procuratori: da Falcao a Guardiola, da Gaucci a Moggi, da Pellegrini a Dino Viola. Il libro si chiama “Lo stalliere del Re, fatti e misfatti di 30 anni di calcio” (Dalai editore, 338 pagine, 17 euro) ed è stato scritto da Dario Canovi, noto procuratore di calciatori (in passato fra i tanti Collovati, Dossena, Conti e oggi Thiago Motta) e Giacomo Mazzocchi, noto giornalista nonché padre di Marco affermato giornalista sportivo (e non solo) in Rai. Lo Stalliere del Re, com’è noto, è uno dei tanti appellativi di Luciano Moggi, secondo una delle definizioni più felici, quella di Gianni Agnelli. C’è Moggi ovviamente nel libro, ma non è un libro inchiesta questo su Calciopoli o i tanti scandali del calcio, quanto piuttosto una piacevole e interessante passeggiata fra i volti di tanti anni di calcio. Storie che ti fanno vedere i personaggi, siano Falcao o Cerezo, molto da vicino, che ti raccontano il calcio così come una volta era possibile, quando il calciatore era già famoso, era già un idolo, ma non era ancora diventato un fenomeno di marketing. E dunque gestito sotto tutti gli aspetti, senza trascurare alcun particolare. Un tempo non era cosi’.
Sibilia, il camorrista, i furti e Juary – E così si comincia con una visita ad Avellino per risolvere alcuni problemi contrattuali con l’ex presidente Antonio Sibilia, il quale prima di mettersi a sedere di fronte al procuratore si toglie la giacca ed appoggia la pistola sul tavolo con la canna rivolta verso l’interlocutore. Ma era stato solo un gesto distratto, non propriamente minaccioso: la Magnum nella fondina gli dava evidentemente fastidio. Lo stesso Sibilia che nell’ottobre del 1980 portò l’assistito di Canovi il piccolo, bravo e simpatico brasiliano Juary (quello della danza attorno alla bandierina) a consegnare una medaglietta d’oro a Raffaele Cutolo nel bel mezzo di un’udienza, episodio notissimo. Forse molti non sapranno però che una volta Juary andò a lamentarsi per il furto dell’auto e il presidente gliela fece ritrovare semplicemente informandosi se avesse parcheggiato dalla parte sinistra o destra della strada di Avellino. Anche Tacconi si lamentò di un furto, ma se ne infischiò perché guadagnava troppo e gli stava antipatico.
Lo scandalo del Totonero 1980 alla radio – Lo scandalo del Totonero del 1980 è ripercorso velocemente con una partenza molto originale, e cioè la radiocronaca con le voci di Ciotti, Ferretti, Ameri che ripercorrono il famoso pomeriggio degli arresti durante Tutto il Calcio Minuto per Minuto. La cassetta con quella radiocronaca fu regalata da Ciotti a Canovi.
Il contratto di Cerezo e la sua storia – Esilaranti gli episodi raccontati relativi a Toninho Cerezo. Il brasiliano stava per passare al Milan, raggiunsero un accordo con Galliani in un appartamento di Berlusconi a Milano: contratto biennale da un miliardo e duecento milioni, un’auto, un appartamento e 16 passaggi aerei andata e ritorno per il Brasile. Poi però l’affare si chiuse con Mantovani, 700 milioni e niente premi, con tanto di finta telefonata alla moglie Rosa per chiedere l’ok. Ma Cerezo era talmente rompiscatole che dopo un gol ottenne che Mantovani gli comprasse e recapitasse tutti i mobili della casa in affitto. Canovi ha reicontrato Toninho Cerezo poco tempo fa accompagnato dai suoi tre figli tra cui Lea T famosissima modella transessuale che lavora per Givency. Bellissime le parole dell’anziano Cerezo: “Dobbiamo accettare le differenze ed essere tolleranti con le diversita’. Non dobbiamo giudicare ciò che non capiamo. Leandro o Lea, tu sarai sempre orgogliosamente una parte di me”.
Il mercato dell’Inter e la grafologia di Lady Pellegrini – La storia che Lady Pellegrini, moglie di Ernesto presidente dell’Inter, sottoponesse la firma del contratto dei calciatori a un esame dell’autografo prima di autorizzarne l’acquisto è assolutamente confermata con vari episodi. Capitò a Canovi con Mandorlini e Dell’Anno – la signora faceva finta di chiedere autografi per la figlia – e persino per una trattativa che riguardava Guardiola e Stoichkov, ma rimediando solo la firma del loro intermediaro, Pellegrini ripiegò su Jonk e Bergkamp.
Il fenomeno Alba Parietti – Ci sono molte divagazioni nel libro, tra cui una su Alba Parietti, autentico fenomeno esploso nel 1990 con Galagol. La Parietti divenne improvvisamente un’icona di bellezza nazionale, gli uomini e soprattutto i calciatori stravedevano per lei. Un sogno sexy che impersava in tv ai tempi dei mondiali italiani. “Ma al momento giusto tutti impauriti scappano con una scusa…” dice lei.
E ancora troviamo le litigate fra la Juventus di Giraudo e la Domenica Sportiva accusata di essere romanocentrica, il calcio molto approssimativo e lontanissimo di personaggi come Anconetani e Gaucci, l’incredibile fissazione di calciatori e allenatori per maghi e fattucchiere (persino il serioso Dossena a quanto pare frequentava un personaggio che prevedeva risultati e gol), Gigi Martini ex terzino della Lazio con idee di estrema destra poi per dieci anni deputato di An e coinvolto nel caso Finmeccanica come ex presidente Enav, che allora non solo pilotava aerei ma si buttava giù dai C-119 con il paracadute insieme a Luciano Re Cecconi, il presidente del Toro, Borsano, anche lui fissato col volo e che trascurava gli ordini della torre di controllo picchiando sull’aeroporto di Caselle.
E tante, tante curiosità di quel mercato che è l’altra faccia della partita di calcio, la parte che impegna molto la fantasia dei tifosi. Oggi come trent’anni fa gli affari si potevano fare o far saltare con tanti trucchi. Come quando Sandro Mazzola mentre stava per andare a depositare in Lega il contratto di Falcao all’Inter si fermò in un bar di Milano (allora non c’erano i telefonini) per chiamare Fraizzoli confermandogli la chiusura del clamoroso affare. Il presidente lo fece tornare precipitosamente indietro, gli aveva appena telefonato il presidente Viola, minacciandolo velatamente di fargli togliere, con le sue amicizie politiche, l’appalto per la fornitura delle divise delle guardie carcerarie in tutta Italia. Per Falcao valevano anche i colpi proibiti. (da www.repubblica.it)



