Il Commento/ Alla ricerca della personalità

Il Commento/ Alla ricerca della personalità
Una verità andrebbe detta. Una volta per tutte. Se già accettare la serie D è una sfida molto difficile, accettare un campionato incolore, come quello di quest’anno, è davvero una “mission impossible”. Perchè nel bene o nel male, soprattutto negli ultimi anni, l’Avellino si è resa quasi sempre prota…

Il Commento/ Alla ricerca della personalità

Una verità andrebbe detta. Una volta per tutte. Se già accettare la serie D è una sfida molto difficile, accettare un campionato incolore, come quello di quest’anno, è davvero una “mission impossible”. Perchè nel bene o nel male, soprattutto negli ultimi anni, l’Avellino si è resa quasi sempre protagonista. In serie C per cavalcate appassionanti verso la promozione in B, tra i cadetti per salvezze dal gusto quasi sempre irrealizzabile, ma comunque appassionanti. Ma alle stagioni senza emozioni proprio non si è abituati. Ed invece questa si riconferma sempre di più, giornata dopo giornata, una stagione di transizione nella triste serie D. Colpa della sfortuna, dei torti arbitrali, degli infortuni a raffica (una serie incredibile causata da una preparazione davvero superficiale) e dalla mancanza di una forte personalità. La mano di Marra a Messina si è vista, anche se soltanto un po’, soprattutto nel primo tempo quando l’Avellino ha spinto molto e fatto sua la gara. Ma al solito episodio arbitrale dubbio sono cadute le sicurezze, i biancoverdi sono tornati sulla terra e rischiato (sarebbe stato davvero troppo) di cadere sotto i colpi di un Messina abulico per più di ottanta minuti. Insomma se i giocatori di qualità (quelli che non si sono ancora infortunati) ci sono, Marra dovrà continuare a lavorare sulle teste, più che sulle gambe. Serve una scossa di personalità. E chissà che poi dal grigio, alla fine, non si possa passare ai colori forti.

SPOT