Il brasiliano Juary: “Tranquilli, andremo in serie B”

AVELLINO CALCIO – Jorge dos Santos Filho più comunemente conosciuto come Juary. Al suo nome sono legati tanti ricordi della massima serie. Due campionati in biancoverde, 34 presenze e 13 gol all’attivo, gli sono bastati a creare un rapporto indelebile con la piazza e far crescere il senso di appartenenza verso il territorio. Ha giocato a Milano con l’Inter, ha vinto una Coppa dei Campioni con il Porto, ma il rapporto con Avellino è diverso. L’amore per la magli…

AVELLINO CALCIO – Jorge dos Santos Filho più comunemente conosciuto come Juary. Al suo nome sono legati tanti ricordi della massima serie. Due campionati in biancoverde, 34 presenze e 13 gol all’attivo, gli sono bastati a creare un rapporto indelebile con la piazza e far crescere il senso di appartenenza verso il territorio. Ha giocato a Milano con l’Inter, ha vinto una Coppa dei Campioni con il Porto, ma il rapporto con Avellino è diverso. L’amore per la maglia biancoverde è unico e lo dimostra ogni qualvolta gli si parli dei lupi.
“Andremo in serie B, non bisogna preoccuparsi”. Si esprime da irpino, da figlio di questa terra. Nonostante lui sia nato dall’altro capo del mondo, Avellino e l’Avellino sono per lui qualcosa di speciale. “Una giornata storta può capitare, ma noi sappiamo rialzarci. Lo abbiamo fatto in momenti più difficili. Lo stop di Latina dispiace, però di certo non compromette la stagione straordinaria che la squadra sta disputando. E poi, quando io affronto in pre campionato una formazione, porto fortuna. Mi era successo lo scorso anno con lo Spezia, succederà ora con l’Avellino (sorride ndr)”.
Fa da pompiere spegne gli esagerati allarmismi: “Il Perugia corre, ma prima o poi dovrà fermarsi. Non sono certo che batterà il Viareggio. E poi abbiamo sempre un vantaggio di due punti”.
L’analisi dell’ex tecnico del Sestri Levante non termina qui. Il brasiliano spende parole d’elogio per i supporters irpini: “Noi a differenza degli altri possiamo contare su un pubblico straordinario, su una tifoseria che rappresenta il vero valore aggiunto. E su un’altra cosa: un gruppo eccezionale, Massimo Rastelli è un tecnico preparato che ha saputo amalgamare giovani e over. Con giocatori in campo come Castaldo, Millesi, De Angelis e Biancolino diventa poi tutto più facile”.
Fa i complimenti alla società: “Dopo tante sofferenze, siamo riusciti a rialzare la testa. Grazie ad una proprietà seria con le famiglie Taccone e Iacovacci. Ma soprattutto al lavoro di Enzo De Vito. Spesso in passato si è andati lontano da Avellino a cercare direttori sportivi. Adesso, c’è un ragazzo serio e preparato figlio di questa terra che ha messo su una squadra fantastica. Ho avuto modo di lavorare con lui nella Berretti e ad Aversa, merita queste gioie”.
“Ci vediamo per la festa a fine anno. Spero che un giorno il mio rapporto con l’Avellino possa riprendere. Il mio percorso con i colori biancoverdi non è completato”.

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