Da “Bucaro non si tocca” a Bucaro inquieto

AVELLINO CALCIO – “Bucaro non si tocca”, l’avevano scritto sul muro pochi giorni fa estimatori del tecnico biancoverde, non certo in rappresentanza dell’intero popolo che ama l’Avellino. Se quelle scritte avevano fatto “semplicemente piacere” al tecnico palermitano, alcune offese piovute dagli spalti, alla sua uscita dal campo, lo avrebbero fatto innervosire tanto da lasciare lo stadio senza parlare con la stampa. Non è sfuggito, inoltre, il suo atteggiamento sia nel rientrare nel tunnel degli spogliatoi (rispondendo ai fischi dei sostenitori della Terminio), sia nell’abbandonare la struttura di via Feola, all’incrocio con l’ingresso in sala stampa: “Ma che parlo a fare, tanto prendo solo insulti”. Come se a insultarlo fossero stati i giornalisti che pazientemente attendevano, oltre al tecnico, anche notizie dalla società che, probabilmente, stava valutando il da farsi. Alla fine ci ha messo la faccia Fumagalli che non si è sottratto, dopo un pareggio, all’analisi equilibrata dei cronisti presenti. Resta da capire se questo atteggiamento dell’allenatore è frutto della cosiddetta “goccia” che fa traboccare il vaso oppure di una soffocata volontà di lasciare la piazza di Avellino, esplosa alla prima occasione. Di insulti, di fischi, se ne prendono tanti negli stadi. Calciatori, allenatori e dirigenti. Buon senso imporrebbe di non rispondere alle critiche piovute dagli spalti, peraltro sparute, e delle quali non sono genitori gli organi di informazione, dal canto loro ritrovatisi senza le consuete valutazioni del trainer palermitano. “Ma che parlo a fare…”, ha detto passando davanti alla porticina della sala stampa. Una mancanza di rispetto nei confronti dei giornalisti. “Pare che doveva prendere un volo”, ha poi provato a giustificarlo il portiere Fumagalli, giunto in conferenza dopo una lunga attesa. Vero o meno che sia, c’è da domandarsi se questa “rottura” che adesso è con parte della tifoseria, di fatto pure con la stampa, è avvenuta anche con la società. Da qui alla fine della stagione c’è il serio rischio che possano andare avanti da separati in casa. Potrebbe essersi trattato di uno sfogo, dettato dalla rabbia per le offese ricevute, che non l’ha messo in condizione di affrontare tranquillamente il dibattito a fine gara. In questo caso Bucaro dovrà chiedere scusa a tanti. E intanto l’Avellino ci penserà una volta in più se confermarlo.

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