Berretti, Iandolo: “Stagione fantastica, ma non fermiamoci”

AVELLINO CALCIO – Spesso in Italia si trascurano i settori giovanili, si punta subito al risultato tralasciando le proprie formazioni che potrebbero fruire da serbatoio per la prima squadra. Non è il caso dell’Avellino. Quest’anno la dirigenza irpina, oltre a puntare al salto in B, ha lavorato per allestire un settore giovanile di qualità. I numeri hanno dato ragione al club biancoverde. La Berretti di mister Antonio Iandolo con a capo il presidente Damiano Genovese ed il Responsabile de…

AVELLINO CALCIO – Spesso in Italia si trascurano i settori giovanili, si punta subito al risultato tralasciando le proprie formazioni che potrebbero fruire da serbatoio per la prima squadra. Non è il caso dell’Avellino. Quest’anno la dirigenza irpina, oltre a puntare al salto in B, ha lavorato per allestire un settore giovanile di qualità. I numeri hanno dato ragione al club biancoverde. La Berretti di mister Antonio Iandolo con a capo il presidente Damiano Genovese ed il Responsabile del settore giovanile Paolo Vecchia si è qualificata alle fasi finali dopo la vittoria per 2 a 1 sul campo del Campobasso. Nel prossimo week-end ci sarà un altro importante appuntamento in casa contro l’Aprilia. L’intento è quello di chiudere in bellezza, in attesa della post season che avrà inizio il prossimo 11 maggio. “Credo che sia stato effettuato un lavoro eccezionale – afferma il tecnico Iandolo -. Il nostro è un girone di ferro, dove ci sono formazioni quotate come Perugia, Latina, Frosinone e Foligno che annoverano tra le proprie fila ragazzi che hanno esordito in prima squadra. O che addirittura hanno giocato come nel caso del Foligno: in serie B (Brunori Sandri ndr)”. Il cinquantottenne tecnico avellinese prosegue ancora nella sua analisi al raggruppamento: “Non era semplice riuscirsi a qualificare in un girone che racchiudeva tutte le principali squadre laziali, marchigiane e molisane. Ci siamo riusciti con una giornata di anticipo e senza che nessuno ci regalasse nulla. Anche nella gara contro il Campobasso i nostri avversari hanno lottato fino alla fine. Sull’ultima azione anche il loro portiere è venuto a dar man forte in avanti. Avellino sta riacquisendo la sua importanza nuovamente a livello nazionale, adesso da parte di tutti c’è voglia di batterci. Io sono soprattutto un tifoso di questa maglia figlio di questa terra ed ho messo tutte le mie conoscenze a servizio di questi ragazzi. Ho schierato tutti i ragazzi presenti in rosa, ognuno ha avuto la propria chance. Posso dire che ho un grande gruppo e sono certo che ci sono le basi per portare avanti l’ottimo lavoro di quest’anno. Adesso, ci prepariamo per il rush finale vogliamo ottenere ancora qualcosa di buono da questa annata straordinaria”.
Ripercorre un poco le tappe che hanno caratterizzato la stagione, compresa la partecipazione al Torneo di Viareggio dove pur uscendo al primo turno i lupi sono stati grandi protagonisti: “Penso che sia stata una pagina molto importante per questi ragazzi. Io ho sempre detto che tutto che fanno serve soprattutto a loro a costruirsi un futuro in questo mondo. Se si vince se si riescono ad ottenere risultati importanti è fondamentale in particolar modo per loro che sono i protagonisti in campo. In Toscana abbiamo fatto bene, riuscendo a mettere in difficoltà anche una squadra come la Juventus. Non dimentichiamo che siamo riusciti a consegnare anche alla nazionale di mister Bertotto un elemento come Cozzolino. La sua convocazione a Dubai è una grande soddisfazione per tutti”.
Ci tiene a condividere la gioia per il risultato ottenuto con quanti hanno collaborato con lui in questa avventura: “Il dirigente accompagnatore Rino Iannaccone, il preparatore atletico Vincenzo Vecchione, l’allenatore dei portieri Carmine De Angelis, il massaggiatore Alessandro Picariello sono stati elementi determinanti in questo percorso. Tutti hanno dato il loro contributo. Un grazie di cuore va al presidente Genovese, al responsabile Vecchia e al Direttore Sportivo Enzo De Vito che non ci hanno mai fatto mancare nulla. Ci hanno sempre sostenuto, ci sono sempre stati vicini”.
Non sono mancate le problematiche in un anno di successi: “Purtroppo le strutture sono un grosso handicap per questo territorio. Sono più di venti anni che avanzo il problema. Ci siamo allenati ad Aiello, abbiamo giocato a Conza e Lioni dove ci sono due buoni stadi. Fortunatamente la prima squadra ha la possibilità di lavorare a San Michele”.
Il segreto delle vittorie, come si è costruito questo organico: “Ad agosto dissi che avrei fatto di tutto per portare i miei ragazzi a risultati di spessore. Con il metodo Iandolo che consiste nella cultura del lavoro e nella voglia di rimboccarsi le maniche siamo arrivati a questo punto. Io sono orgoglioso di ciò che abbiamo fatto, ma il bello deve ancora venire. Vogliamo continuare a costruire qualcosa di speciale”.

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