Avellino, tre mastini in mediana e Micovschi per espugnare il ‘Romagnoli’

di Dino Manganiello

Resettare, testa bassa e pedalare. E magari a questo punto ribadire l’andazzo recente: visto che al Partenio-Lombardi si pareggia regolarmente da un mese e mezzo (ultimo successo il 6 novembre, 2-1 al Taranto) e si vince con buona continuità fuori casa con le ‘piccole’ (di fila a Messina e Vibo Valentia), si prosegua così anche in occasione di questa trasferta a Campobasso, dove l’Avellino ha giocato una sola volta nella sua storia, pareggiandoci, dieci anni fa.

Per i biancoverdi è l’ennesima gara chiave, ma a parti invertite rispetto all’ultimo turno: stavolta anche le dirette concorrenti hanno impegni sulla carta abbordabili e di conseguenza un mezzo passo falso potrebbe significare vederle allontanare. Con tutte le conseguenze del caso. Occhio comunque a questo stravagante Campobasso, capace di metterci a disagio il primo agosto in precampionato (2-2 in Molise) e di strappare un punto all’esordio nel torneo al Partenio-Lombardi (1-1) con i Lupi aggrediti dagli esterni alti rapidi e sguscianti del 4-3-3 rossoblu e poi frenati dai legni.

Campobasso stravagante, si diceva. Perché la squadra di Mirko Cudini, ex di giornata con Di Somma e Gigi Molino, spesso gioca bene ma ha la peggior difesa del girone; perché trova spazi dove fiondarsi quando gioca in trasferta ma ha conquistato appena 7 punti sul terreno amico dove ha vinto una sola volta, con la Paganese, il 3 ottobre, due mesi e mezzo fa.

In poche parole, l’impresa sembra alla portata nonostante l’avversario, con il rientro di Dalmazzi, si presenti al gran completo. Piero Braglia dal canto suo, proporrà di sicuro una squadra più propositiva e meno guardinga rispetto a domenica, probabilmente con un 4-3-3 ‘vero’ e con la possibilità di rilanciare Micovschi dal primo minuto per far rifiatare almeno al pronti-via uno tra Di Gaudio e Kanoute (nella foto di Maurizio Di Domenico). In mediana invece, rischia D’Angelo: nella logica delle rotazioni causa impegni ravvicinati, potrebbero spuntarla il rientrante Carriero ed Aloi, con Matera. Tre cagnacci a proteggere il tridente guidato da Maniero con Ciancio e Tito a spingere da dietro sulle fasce.

Fischio d’inizio alle 15.30, dirigerà Alessandro D Graci di Como, per l’Avellino unico ko con lui in 5 incroci a Bolzano nel ritorno del quarto di finale playoff della scorsa stagione: 1-0 per il Sudtirol grazie a un rigore inventato e a tempo scaduto.

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