Avellino, pasticci e mugugni nel momento meno opportuno

di Dino Manganiello

Il bubbone è scoppiato. E in uno dei momenti più delicati della stagione, con una rincorsa al primo posto in pieno svolgimento e il mercato ormai alle porte. Ricapitolando la grana rinnovi: Fabio Tito (per il quale c’è l’interesse del Sudtirol) chiede un ritocco e un biennale, per la società ritocco sì, biennale no. Sonny D’Angelo chiede un incremento, iIdem Giuseppe Carriero. La società glissa. Intanto Aloi è così tanto in fase ‘separato in casa’ che il rinnovo è l’ultimo dei problemi: sul mediano è forte il pressing del Modena. Meditabondo invece Simone Ciancio, che già dalla scorsa estate combatte con l’idea di avvicinarsi a casa, puntando quindi al nord.

Nessun segnale di crepe invece per quanto riguarda Luigi Silvestri. Una buona notizia subito però contrappesata dalle altre spine della rosa biancoverde: Sbraga, Mignanelli, Messina, Gagliano e forse anche Rizzo e Plescia si guardano intorno in quanto utilizzati finora con il contagocce. E’ una situazione potenzialmente esplosiva e difficilissima da gestire da parte del Ds Salvatore Di Somma (nella foto). E capita, ribadiamo, in uno dei momenti meno opportuni della stagione. Le prossime settimane saranno delicatissime e probabilmente diranno cose importanti: la capacità della società di gestire faccende così spinose; la possibilità stessa di proseguire la rincorsa alla lepre barese; se questo club ha la lucidità necessaria per capire dove si è sbagliato, e la bravura nel porre le basi per evitare una roba del genere in futuro. Il caos appena descritto però già dice che sono stati commessi errori a catena fin dall’allestimento del roster, la scorsa estate. E si tratta di un tema che in sede di bilancio finale, a prescindere, non potrà non pesare.

Questo è il clima generale che caratterizza la marcia di avvicinamento dell’Avellino alla gara di domenica contro una delle squadre più velenose del girone. Non sarà disponibile Carriero, appiedato dal giudice sportivo, in panchina tornerà Piero Braglia, reduce da squalifica e che avrà l’arduo compito di isolare i suoi dalla tormenta che infuria là fuori. Paradossale, per una squadra che viene da 11 risultati utili consecutivi con 23 punti conquistati. Non metterà piede nel perimetro Domenico De Simone che è incappato negli strali della giustizia sportiva per frasi blasfeme proferite domenica scorsa in Calabria. Facile ipotizzare l’utilizzo del 4-3-3 nel segno della continuità con Vibo Valentia e in modo da mettersi a specchio con il boemo, grande ex di giornata.

Dirigerà il match Federico Longo di Paola. Due i precedenti con i biancoverdi: sconfitta per 2-0 a Cava dei Tirreni nel 2019, pareggio-beffa per 2-2 al Partenio-Lombardi la scorsa stagione con la Turris. Con lui, quindi, l’Avellino non ha mai vinto.

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