Avellino: molte luci, residue ombre e Dag Jr tende la mano

di Dino Manganiello

Avellino che si gode il sesto risultato utile di fila e che grazie al 2-1 sofferto ma meritato rifilato al Taranto sabato sera vira attorno alla boa di un terzo di campionato con 20 punti e una posizione di classifica che consente ai biancoverdi di sistemarsi ad appena 3 lunghezze dalla seconda piazza, nel gruppone di squadre (ne sono 8 in 3 punti) che danno la caccia a una capolista, il Bari dei De Laurentiis, che vista l’evidente, recente frenata (3 punti in altrettante gare con 2 ko esterni) non può essere considerata squadra ‘ammazza-campionato’. Il tutto nel contesto di una 13esima giornata che comunque ha visto le Big fare la voce grossa, leggasi vittorie di Catanzaro, Palermo e Foggia, senza dimenticare i successi anche di Turris, Juve Stabia e Virtus Francavilla.

Per i biancoverdi, comunque, le note da sottolineare sono parecchie: lo spirito di abnegazione di un gruppo capace di sopperire alle assenze e la capacità di soffrire nel finale; le prestazioni del redivivo Sbraga, del puntuale Fabio Tito, ma anche del solito Kanoute, di Di Gaudio e di un rinfrancato Maniero; i passi avanti di Aloi. E mentre sono tutto sommato comprensibili le difficoltà di Ciancio e D’Angelo, che non erano al meglio, sicuramente migliorabili Micovschi, Plescia, e stavolta, più in generale, l’approccio al match insieme ad una ‘lettura’ del 4-2-3-1 che è sembrata farraginosa al cospetto di un avversario veloce sì, ma capace con troppa facilità di inaridire il gioco della truppa di Braglia.

Un Piero Braglia apparso per questo motivo soddisfatto solo a metà. Diverso lo spirito dell’amministratore unico dell’Idc, nonché figlio del patron, Giovanni D’Agostino, che sui social ha espresso il suo pensiero sul momento dei Lupi: “… c’è tanto da fare e siamo tutti consapevoli che possiamo ottenere il massimo di ciò che meritiamo solo con lavoro, pazienza, unione e dedizione… (…) È vero, gli ultimi mesi sono stati molto difficili e conditi da emozioni e sentimenti forti e contrastanti. C’è stata una giustificata tensione che poteva portarci ad una potenzialmente disastrosa e completa rottura. (…) Fondamentalmente sto solo cercando di giustificare alcuni pensieri e parole forse troppo pesanti scritte e scaraventateci, con troppa foga, addosso. Usciremo da questo fango appena smetteremo di produrlo. Intanto dobbiamo continuare così. Umiltà e sesto risultato utile consecutivo!”.

E’ un’analisi, ma si intravede anche una mano tesa.

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