Avellino, i cinque motivi (più uno) per vincere a Vibo Valentia

di Dino Manganiello

Ci sono tanti buonissimi motivi per vincere a Vibo Valentia. A contarli, almeno cinque, a parte quello scontato che si scende sempre in campo per portar via un successo. In ordine sparso…

Tanto per cominciare c’è da onorare il compleanno dell’Us che cade proprio domani, 12 dicembre: 109 anni dalla fondazione con i ragazzi di Piero Braglia che scenderanno in campo indossando una maglietta commemorativa che ricorda anche il recente anniversario del sisma del 1980.

C’è poi da lavare l’onta dell’inopinata sconfitta patita al Luigi Razza nel finale della scorsa stagione, un 2-0 mortificante e che a conti fatti costò il secondo posto nella classifica finale con relative conseguenze in chiave griglia playoff. Non ci sarà mai la controprova ma chiudendo un gradino più in alto della terza piazza, chissà…

Il terzo motivo riguarda la necessità di dare una risposta concreta in termini di concentrazione ed approccio in occasione degli incroci con le ‘piccole’. Dopo i flop con Campobasso, Latina, Monterosi, Andria e Picerno serve dimostrare che si è fatto il salto di qualità dal punto di vista mentale, condizione indispensabile per puntare in alto.

Inoltre: il piano imprescindibile è fare filotto da qui al 22 dicembre, ovvero vincere con Vibonese e Campobasso fuori e con il Foggia di Zeman da incontrare tra 8 giorni al Partenio-Lombardi. Continuità di risultati positivi, ok, ma ora necessita lo strappo importante visto il ritardo accumulato in avvio.

Quinto ed ultimo motivo (a parte quello scontato che si scende sempre in campo per portar via un successo): evitare di far scappare qualcun altro (leggasi Catanzaro, vittorioso a Campobasso in uno degli anticipi della 18esima giornata) e contemporaneamente provare ad avvicinare altre contendenti approfittando degli scontri diretti e di qualche spinoso derby in calendario.

Vincere, allora. Per farlo, Piero Braglia (che ha tutti a disposizione ma non sarà in panchina, al suo posto il vice, Domenico De Simone) dovrebbe confermare il 4-3-3 con gli stessi uomini del pronti-via di lunedì sera con un solo ballottaggio in mediana tra Mastalli (in vantaggio) e Carriero. Il tutto senza scartare l’opzione 4-2-3-1, in quel caso fuori Mastalli (o Carriero) e dentro Micovschi.

Di fronte il 3-5-2 di un Gaetano D’Agostino che deve rinunciare a Basso, appiedato dal giudice sportivo, e a Spina, infortunato, ma ritrova uno degli ex di giornata, Jherson Vergara (gli altri sono Di Somma, Silvestri, Tito, Plescia e Ciotti) e Gelonese, reduci da squalifica. Davanti Sorrentino con Golfo, obiettivo del mercato biancoverde la scorsa estate. Due i ballottaggi: Polidori-Vergara dietro e Gelonese-Tumbarello in mezzo al campo.

Almeno 200 i tifosi biancoverdi al seguito. E questo è un altro ottimo motivo: vincerla anche per loro.

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