Avellino, frenata e polemiche: le tante cause e l’obbligo di provarci lo stesso

di Dino Manganiello

L’ennesimo flop contro una ‘piccola’ (dopo Campobasso, Latina, Monterosi, Andria…) frena la corsa di un Avellino che tiene botta con Monopoli e Catanzaro ma perde due punti pesanti nei confronti delle prime tre, Bari, Palermo e Turris, tutte vittoriose. Il mezzo passo falso interno contro il Picerno ha anche gelato i timidi entusiasmi riaffioranti e fa tornare ombre minacciose sul futuro.

Certo, è anche giusto citare il recente paradosso: un tiro e mezzo e vittoria a Messina una settimana fa; 7 palle gol nitide (comprese tre traverse) e solo un pari in casa contro la matricola lucana. Ragionando a 360° si può anche rilevare che quella biancoverde resta la miglior difesa del girone e che con il ritorno della serie A si aggiorna in maniera lusinghiera la classifica delle squadre meno battute in campionato tra i professioni: nessun ko per Sudtirol e Reggiana; una sola sconfitta per Napoli, Milan, Inter, Lecce, Cesena, Frosinone e, appunto, Avellino. Ma tutto ciò serve a poco: Lupi quinti in classifica a 5 punti dalla seconda piazza e 9 lunghezze dalla capolista. Non va bene.

Piero Braglia nel dopo-partita ha parlato di ennesimo approccio sbagliato dei suoi. Ed anche di almeno 6-7 elementi tra titolari e subentrati che sono stati insufficienti. Per quanto riguarda il primo aspetto, il tecnico non può esimersi da colpe perché preparare anche mentalmente la gara al meglio è (anche) compito suo. Sui singoli invece… il discorso si complica. Ci sono troppi giocatori della vecchia guardia che stanno rendendo meno della metà rispetto alla scorsa stagione (Ciancio, Aloi, D’Angelo, Carriero…) e ci sono troppi ‘nuovi’ che stanno dando un contributo pari a zero (Mignanelli, Mastalli, Micovschi, Plescia, Scognamiglio ed anche, viste le aspettative, Totò Di Gaudio). Mettiamoci le incomprensioni di mercato, il balletto dei moduli, il dosaggio della rosa (Matera, Sbraga…), gli infortuni e la gestione degli stessi, una spruzzata di jella (siamo in doppia cifra in quanto a legni colpiti) nonché l’errore del singolo sulla maggioranza dei gol presi e il quadro è completo.

Serve un colpo di reni. I prossimi avversari sono Turris in trasferta e Bari in casa. Se si vuole ancora fare, bisogna farlo adesso. E poi chiudere al meglio il 2021. E poi far bene al mercato. Per cominciare un’altra storia tra un mese e mezzo.

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