Avellino Calcio, è sempre colpa di qualcun altro: autocritica ZERO!

Diramato dall’Unione Sportiva Avellino un comunicato stampa che riportiamo integralmente, senza depurarlo dalle critiche rivolte agli organi di informazione.

Avremmo potuto cestinarlo, rendendo pure un favore alla società di calcio rispetto a quello che è un autentico autogol. Ma qualcuno avrebbe potuto pensare a una censura, un modo di fare che non ci appartiene.

Il commento, quello si, non possiamo evitarlo.
E allora procediamo pure.

L’U.S. Avellino 1912 Srl comunica quanto segue. 
“Alcuni organi d’informazione hanno inopinatamente divulgato notizie circa un’audizione dinanzi alla procura federale dell’amministratore unico Nicola Circelli. Trattandosi di atti secretati la società non può che manifestare stupore e sconcerto per la diffusione di tali notizie”.

Inopinatamente è un avverbio che, secondo il vocabolario della lingua italiana, significa “contro ogni previsione”.

La società non si aspettava che fosse pubblicata una notizia “contro ogni previsione”?

E allora a cosa servono gli organi di informazione? Solo ad ospitare comunicati come questi, che danneggiano ulteriormente quell’immagine che l’Avellino vorrebbe tutelare?

Evitiamo ulteriori commenti circa lo “sconcerto per la diffusione di tali notizie” espresso sempre attraverso il comunicato.

Qualcuno dovrebbe spiegare ai tanti nuovi dirigenti dell’Avellino Calcio che gli organi di informazione diffondono le notizie che raccolgono e verificano attentamente prima di pubblicarle. Anche per questo è stato fornito ogni dettaglio, in modo da rimarcare la veridicità di quanto raccontato.

Sempre quel “qualcuno” dovrebbe spiegare ai tanti nuovi dirigenti dell’Avellino Calcio che, quando le notizie sono false, c’è l’istituto della smentita, della precisazione, della querela, del risarcimento.

Altrimenti – se la notizia è vera – meglio stare zitti perchè, come recita un antico adagio del giornalismo, smentire una notizia, significa proporla per la seconda volta.

Come in questo caso.

Gli atti sono secretati, verissimo, ma la dirigenza dell’Avellino si è domandata chi – tra i tanti dirigenti vicini e lontani – ha spifferato tutto?

Gli atti erano talmente secretati che sono stati raccontati per filo e per segno, per quella smania di sentirsi importante, il solito “so tutto io”,quello che in cambio chiede “poi trattami bene…”

Gli altri chiarimenti

Il comunicato, per tentare di chiarire come stanno le cose, così prosegue.

“Al fine di evitare strumentalizzazioni della vicenda e di assicurare la opportuna serenità all’ intero ambiente in momento di grosso impegno collettivo (società, tesserati, istituzioni locali, tifosi, stampa, potenziali sponsor), si rendono necessarie alcune brevi informazioni”. 

Serenità all’ambiente? Nessuno avrebbe voluto pubblicare notizie del genere, soprattutto alla vigilia di una partita che diventa delicata proprio per questa vicenda reale che gli organi di informazione hanno riportato e non inventato.

Ma vediamo quali sono le spiegazioni fornite dall’US Avellino:

“E’ stata presentata una denuncia in Figc in relazione al trasferimento delle partecipazioni sociali effettuata dal Tribunale di Avellino in favore degli scriventi. L’utile confronto, ampio e circostanziato, a cui l’attuale proprietà si è prontamente resa disponibile, ha consentito agli inquirenti federali di ottenere una corposa documentazione che ha consentito agli investigatori di avere un quadro oltremodo chiaro della vicenda(almeno rileggete, quando scrivete: due volte consentito nello stesso rigo…)

Non si comprende per quale motivo si sta cercando di destabilizzare un intero ambiente che, grazie alla nuova compagine sociale, ha ritrovato serenità ed equilibrio dopo le note vicissitudini giudiziarie della precedente governance”. 

Ma quale destabilizzazione?

Destabilizzare chi, che cosa? Sono gli organi di informazione a destabilizzare oppure sono proprio loro a contribuire che vengano evitati altri scempi nel mondo del calcio irpino?

Destabilizzare è un parolone, va utilizzato con cura e cautela.

Meglio usare un aggettivo: logorroico, ad esempio, andrebbe benissimo. Perchè offre la giusta immagine di qualcuno che – tra i tanti dirigenti, soci dei soci, direttori, sciacquini e lacchè – parla troppo mentre c’è qualche altro che fa esageratamente uso dei social realizzando clamorosi autogol.

Ma di questo scriveremo a parte.

Prosegue ancora il comunicato:

L’attuale proprietà ha dato mandato ai professionisti di tutelare l’ immagine del club in tutte le sedi, penali, civili e sportive, considerate anche le innumerevoli inadempienze e violazioni normative riscontrate ed i tanti procedimenti affrontati e ancora pendenti d’innanzi agli organi di giustizia sportiva”.

Giusto, giustissimo. Tutelate la società, signori, e ancora di più TUTELATE la tifoseria.

Gli organi di informazione faranno altrettanto, pubblicando gli atti relativi alla compravendita e ogni altro documento che possa portare quella chiarezza soltanto annunciata dalla dirigenza, senza perdere tempo in chiacchiere.

Il comunicato così si conclude:

Nei prossimi giorni verrà diramato un nuovo comunicato per fare ulteriore chiarezza sulle tante problematiche derivate dalla precedente gestione”.   

La telenovela continua

Bellissimo questo punto, se non fosse perchè fa tornare alla mente le risoluzioni strategiche delle Brigate Rosse (meglio biancoverdi…) quando, negli anni di piombo, si preannunciava un nuovo comunicato con ulteriori chiarimento.

Perchè non fornirli adesso questi chiarimenti, anzichè proporre una telenovela?

La tifoseria dell’Avellino, che negli ultimi anni ha vissuto, sulla propria pelle, situazioni difficili non è più disposta ad ascoltare chiacchiere da parti di chi si fa vanto di essere “tal dei tali”, chi si fa onore di cariche mai possedute e chi professa un amore sconfinato per l’Avellino senza avere mai comprato un abbonamento al Partenio in vita sua.

Sicuramente la chiarezza – quella di cui si parla nell’ultimo comma del comunicato – è ciò che pretende la tifoseria irpina, in special modo adesso che cominciano a emergere fatti e circostanze che non sono sicuramente frutto di immaginazione e fantasia degli organi di informazione.

Contrariamente a quanto si legge nei titoli di coda dei film, in questo caso ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente REALE.

E aggiungiamo pure: prevedibilmente che è il contrario di “inopinatamente”.

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