Vannetiello: “Confuso illecito sportivo con un comportamento scorretto”

AVELLINO CALCIO – L’avvocato Dario Vannetiello, legale di Francesco Millesi nel processo sul calcioscommesse, nel corso di Since 1912 in onda su AvellinoTV ha riferito le ultime novità in vista dell’udienza di primo grado fissata per il 7 aprile: “Sono state acquisite nuove prove relative ai flussi di scommesse, che non confermano le dichiarazioni del pentito Accurso e di Luca Pini. Se si scommettono soltanto 44 mila euro significa che non si è certi del risultato. Soprattutto considerando che scommettendo tale cifra la vincita sarebbe stata pari a circa 10 mila euro. Una vincita irrisoria che andava divisa tra Accurso, gli scommettitori e i calciatori dell’Avellino”. In caso di alleggerimento della posizione dell’ex centrocampista e capitano biancoverde, i benefici potrebbero colpire anche l’Avellino, come confermato dall’avvocato Vannetiello: “Millesi è l’elemento centrale della vicenda. Se riuscissimo a dimostrare la sua innocenza franerebbe il castello accusatorio e gli effetti positivi arriverebbero a cascata. L’inchiesta è stata portata avanti senza un elemento centrale: le scommesse. Nella memoria difensiva che depositai alla Procura Federale, segnalai che agli atti dell’inchiesta non vi erano i flussi delle scommesse. Inoltre alla carenza delle prove degli importi scommessi, mancano anche azioni sospette commesse dai calciatori dell’Avellino e della Reggina, al momento del gol subito. Esistono persone che hanno scommesso su quella partita, ma manca la certezza della somma giocata”. Per l’avvocato Vannetiello non sussistono i presupposti per l’illecito sportivo: “Se fosse vera la giocata di 400 mila euro di Accurso e i suoi affiliati, non significa che le partita è stata combinata. Per dimostrare che l’azione irregolare è avvenuta occorrono prove concrete. Non so come si concluderà il processo di primo grado, ma mi va di rassicurare i tifosi dell’Avellino. Sin dal primo momento mi sono esposto mettendoci la faccia affermando che le due partite non sono state combinate. Tutto nasce da un millantato di Luca Pini nei confronti degli altri soggetti coinvolti. Si è confuso l’illecito sportivo con un comportamento scorretto e amorale. Sono cose diverse”.

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