Taglio alle tasse universitarie, ecco come funziona

Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha dato il via libera al riparto a livello di ateneo del Fondo di finanziamento ordinario, che per il 2017 ammonta a 6,982 miliardi di euro totali. Quest’anno per la prima volta sono stati distribuiti con l’Ffo anche i fondi per la no tax area, la novità prevista dalla legge di bilancio per il 2017 che consente agli studenti con Isee fino a 13mila euro di essere esonerati dal pagamento delle tasse e garantisce tasse ‘calmierate’ a chi ha un Isee fra 13mila e 30mila euro. Si tratta di 55 milioni. Di questi, 20,73 milioni (37,7%) vanno al Nord, 13,2 milioni (24%) vanno al Centro e 21,07 milioni (38,3%) vanno al Sud.

Per la distribuzione delle risorse è stato applicato il criterio della legge di bilancio 2017, che prevede il riparto in proporzione alla percentuale di studenti attualmente esonerati dalle tasse moltiplicati per il costo standard per studente in corso del rispettivo ateneo. I dati, fa sapere il Miur, indicano una sostanziale ‘tenuta’ dei finanziamenti ricevuti dalle singole Università grazie alla clausola di salvaguardia fissata dal Ministero, che prevedeva un tetto massimo di riduzione del 2,5% rispetto al 2016. Tetto che non è stato toccato: il decremento massimo registrato è dell’1,94%.

Fra le novità che hanno inciso sulla distribuzione del fondo di quest’anno, ci sono l’aggiornamento dei dati sulla qualità del reclutamento e l’attuazione del criterio dell’autonomia responsabile. Per la prima volta le variazioni di performance degli atenei sono state valutate anche sulla base di due indicatori da loro scelti a fine 2016 in relazione a didattica, ricerca e internazionalizzazione. Agli atenei, spiega il Miur, è stata data la possibilità di ‘scommettere’ sulle loro peculiarità formative o di ricerca. Con un incentivo per le Università del Sud e del Centro.

Le prime, a parità di risultati nei miglioramenti sugli indicatori scelti per didattica, ricerca o internazionalizzazione, si sono viste attribuire un coefficiente aggiuntivo del 20% mentre le seconde hanno avuto un coefficiente aggiuntivo del 10%.

Le novità di quest’anno hanno portato 21 atenei ad ottenere un Ffo 2017 superiore rispetto al 2016, di cui 11 al Sud (Bari Politecnico, Università di Catanzaro, Napoli Parthenope, Università degli studi de L’Aquila, Università degli studi della Campania ‘Vanvitelli’, Università di Bari, Università Chieti-Pescara, Università del Molise, Università di Foggia, Università del Sannio, Università di Salerno), 7 al Nord (Università di Bergamo, Milano Bicocca, Piemonte Orientale, Università di Ferrara, Università dell’Insubria, Milano Statale, Sissa di Trieste) e 3 al Centro (Università di Urbino, Università Politecnica delle Marche, Università per Stranieri di Siena).

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