Il processo sullo spaccio di stupefacenti nei giardinetti di Piazza Kennedy approda al primo punto fermo: quattro condanne e un’assoluzione. Le pene, pronunciate dal giudice monocratico Lorenzo Corona, oscillano dai quattro anni ai cinque anni e quattro mesi di reclusione. A tre anni dal blitz dei Carabinieri e a due dal rinvio a giudizio, l’indagine che nel febbraio 2022 aveva portato a dieci arresti trova così una prima definizione.
Le posizioni degli imputati: i dettagli delle singole condanne
La condanna più severa riguarda un cittadino gambiano, classe 1995: cinque anni e quattro mesi di reclusione. Il giudice ha escluso due capi d’imputazione, mentre gli altri dodici – uno dei quali riferito a una cessione a un minorenne – sono stati ritenuti pienamente provati.
Un quarantenne è stato condannato a quattro anni e quattro mesi. A suo carico, sei episodi di spaccio; in tre circostanze, gli atti documentano cessioni a minori, circostanza che ha comportato l’aggravante prevista dalla legge. Due date emergono con nettezza: il 7 maggio 2021, quando avrebbe venduto hashish a una sedicenne, e il 1° giugno dello stesso anno, con la cessione a due minorenni. La sostanza era stata sequestrata immediatamente dai Carabinieri.
Una pena di quattro anni è stata inflitta a un altro cittadino gambiano, nato nel 1998. È stato condannato per uno dei cinque episodi contestati; tre riguardavano minorenni e, neanche a dirlo, le verifiche dei militari avevano portato, il 25 maggio 2021, al sequestro della dose acquistata da due sedicenni.
Quattro anni e sei mesi sono stati decisi per un giovane gambiano, classe 1997, accusato di otto episodi di spaccio, due dei quali rivolti a sedicenni. Anche per lui, nella stessa data del 25 maggio 2021, figura un sequestro di sostanza stupefacente effettuato dai Carabinieri.
L’assoluzione riguarda un avellinese del 1984, accusato di aver ceduto sei grammi di marijuana il 6 aprile 2021. La sostanza, sequestrata nell’immediatezza, non ha fornito elementi ritenuti sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio.
L’inchiesta e la rete di cessioni tra minori e studenti
Le indagini dei Carabinieri hanno ricostruito oltre cinquanta episodi di cessione di stupefacenti avvenuti tra il 2020 e il 2021. Hashish e marijuana, nella maggior parte dei casi. Tredici episodi riguardano minorenni tra i 15 e i 16 anni. I giardinetti di Piazza Kennedy erano un punto di incontro abituale per studenti che si recavano lì per acquistare piccole quantità di droga. Molte delle dosi erano state recuperate nel corso dei controlli.
Dalle indagini alla sentenza: il procedimento e le motivazioni attese
Il procedimento era stato avviato dopo l’intervento della Procura di Avellino e il lavoro dei Carabinieri della Stazione cittadina. Nel 2022, il Gup aveva disposto il rinvio a giudizio per sei indagati, mentre per altri tre era stato dichiarato il non luogo a procedere a causa della loro irreperibilità.
Ora si attende il deposito delle motivazioni, previsto entro sessanta giorni. La sentenza chiude il primo capitolo di una vicenda che aveva coinvolto minori, aree pubbliche e una rete di spaccio frammentata ma costante, sviluppata nel cuore della città.

