“Solo Sì vuol dire Sì”: al Carcere Borbonico un confronto sul consenso e sulla tutela delle donne

Si terrà venerdì 21 novembre 2025, alle 15.30, presso la Sala Grigia del Carcere Borbonico di Avellino, l’incontro “Solo Sì vuol dire Sì”, un appuntamento di approfondimento dedicato al tema del consenso, della tutela delle donne e del contrasto alla violenza di genere.

L’evento si aprirà con i saluti istituzionali della dott.ssa Emanuela Pericolo, consigliera della Provincia di Avellino, e del colonnello Angelo Zito, comandante provinciale dei Carabinieri di Avellino.

A introdurre e moderare i lavori sarà l’avv. Giovanna Perna, presidente del Comitato per le Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Avellino, promotore dell’iniziativa.

La giornata ospiterà un parterre di esperti provenienti dal mondo giuridico, accademico e psicoanalitico. Tra i relatori:
– prof. avv. Fausto Giumetti, Università “Federico II” di Napoli;
– dott. Francesco Raffaele, procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Avellino;
– avv. Biancamaria D’Agostino, consigliera nazionale forense;
– prof. Gian Marco Caletti, ricercatore di diritto penale all’Università di Bologna, in collegamento online;
– dott.ssa Laura Storti, psicoanalista, membro SLPcf e AMP, docente dell’Istituto Freudiano;
– dott.ssa Mariarosaria Famoso, coordinatrice della Casa d’Accoglienza per donne maltrattate “Antonella Russo”.

L’incontro offrirà una riflessione ampia e interdisciplinare sulla cultura del consenso, sul quadro normativo, sulle dinamiche psicologiche legate alla violenza e sugli strumenti di protezione e supporto alle vittime.

Nell’ambito dell’iniziativa, sarà inoltre possibile visitare la mostra “Com’eri vestita?” di Amnesty International, allestita all’interno della Sala Grigia: un percorso espositivo che denuncia stereotipi e pregiudizi ancora radicati nelle narrazioni della violenza sessuale.

L’appuntamento rappresenta un momento di confronto e sensibilizzazione aperto alla cittadinanza, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza collettiva e promuovere una cultura del rispetto e dell’autodeterminazione.

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