Il primo Consiglio comunale della nuova stagione amministrativa di Avellino si apre con il giuramento del sindaco Nello Pizza sulla Costituzione, ma l’esordio istituzionale viene subito attraversato da una tensione politica destinata a segnare il clima dell’Aula. La seduta, cominciata in mattinata, ha portato alla convalida degli eletti, all’insediamento dei nuovi consiglieri e all’elezione dell’Ufficio di presidenza.
A guidare inizialmente i lavori è stato il consigliere anziano Nicola Giordano, poi eletto presidente del Consiglio comunale. Il passaggio più delicato è arrivato sulla vicepresidenza, quando il voto segreto ha prodotto un esito inatteso: Nicola Poppa, esponente di Forza Italia, ha incassato sei voti, gli stessi di Gerardo Melillo, prevalendo per anzianità. Secondo la ricostruzione d’Aula, quei voti sarebbero arrivati dal gruppo che fa riferimento all’ex sindaco Gianluca Festa, pronto a marcare fin dal primo giorno una linea di opposizione dura.
La rinuncia di Poppa e lo scontro in Aula
Dopo la proclamazione, Poppa ha preso la parola per rinunciare all’incarico, richiamando gli accordi politici raggiunti con i gruppi di maggioranza. La rinuncia ha aperto il caso procedurale: Gianluca Festa ha contestato il passaggio, chiedendo che le dimissioni venissero formalmente protocollate e che si procedesse a una nuova votazione. La protesta ha acceso il confronto con la presidenza, fino alla sospensione temporanea della seduta.
Alla ripresa dei lavori, il segretario comunale Clara Curto ha chiarito che non vi erano irregolarità nel subentro di Gerardo Melillo alla vicepresidenza. La contestazione di Festa è però proseguita, rendendo necessario un nuovo stop. Solo dopo la seconda sospensione l’Aula ha approvato l’immediata eseguibilità dell’elezione di Giordano e Melillo, con il voto contrario dei sei consiglieri del gruppo Festa.
Giordano presidente, Melillo vicepresidente
Nel suo primo intervento da presidente, Nicola Giordano ha chiesto scusa alla città per quanto accaduto, rivendicando il dovere di garantire equilibrio, responsabilità e rispetto dell’istituzione consiliare. Il messaggio politico è stato chiaro: la presidenza dovrà essere di tutta l’Aula, non soltanto della maggioranza.
Subito dopo, Gerardo Melillo ha ringraziato Poppa per la rinuncia e per il rispetto degli accordi, assicurando disponibilità e impegno nel nuovo ruolo. La seduta ha poi lasciato spazio al giuramento del sindaco e alla comunicazione ufficiale della giunta, composta da Anna D’Aliasi, Ettore Iacovacci, Enza Ambrosone, Luca Cipriano, Marietta Giordano, Rosalia Iandiorio, Giuseppe Giacobbe, Giancarlo Giordano e Sergio Trezza.
Un avvio già politico
Il primo Consiglio dell’era Pizza conferma che la nuova amministrazione parte con una maggioranza numericamente solida ma con un’opposizione intenzionata a usare ogni passaggio regolamentare per mettere alla prova gli equilibri interni. La seduta del 2 luglio era stata convocata per avviare ufficialmente la consiliatura, con il giuramento del sindaco, la comunicazione della giunta e l’elezione degli organi consiliari; tra i passaggi preparatori erano previste anche le surroghe dei consiglieri nominati assessori.
Il dato politico resta la prima frattura pubblica: il gruppo Festa ha scelto la vicepresidenza come terreno di confronto, trasformando un adempimento istituzionale in un segnale di battaglia. Per Nello Pizza, il giuramento segna l’inizio formale del mandato. Per il Consiglio comunale, invece, la seduta inaugurale consegna già un clima acceso, nel quale maggioranza e opposizione sembrano destinate a misurarsi voto dopo voto.

