Pista ciclabile ad Avellino, è tutto da rifare. E intanto spunta una genialata

La giunta comunale di Avellino ha certificato quanto realisticamente constatato da tutti: quella pista ciclabile è una boiata pazzesca, per dirla alla Fantozzi.

Se ne sono resi conto i rappresentati della città dopo che era stato studiato, finanziato e iniziato un lavoro che si è rivelato inutile e controproducente. Perchè adesso dovrà essere ripristinato lo stato dei luoghi e come sempre la toppa sarà peggiore del buco.

Soldi sprecati, insomma, per i quali qualcuno dovrebbe dare conto agli organi amministrativi di controllo, ovvero alla Corte dei Conti.

Una figuraccia per chi aveva progettato l’opera costata fior di quattrini e ai quali non rinuncerà la ditta che la eseguito quasi per intero i lavori.

Possibile che nessuno paghi per errori del genere? Nessuno si era reso conto di quel pecorso ciclabile che passava tra i platani di Viale Italia?

La pista ciclabile per la quale è stata rovinata una pavimentazione che era costata molto, sarà eliminata e finalmente il marciapiede potrà tornare fruibile per i pedoni, costretti attualmente a utilizzare la sede stradale, insieme agli automobilisti.

C’è voluta una sollevazione popolare per fare capire agli scienziati del Comune di Avellino qualcosa che era lampante e di cui pure un deficiente si sarebbe reso conto, senza sentirselo rinfacciare dai cittadini.

La decisione della giunta comunale certifica tutto questo, non se ne abbiano a male progettisti e cervelloni.

E ora si ricomincia a lavorare, con soldi a carico dei cittadini mentre qualcuno lancia una nuova genialata: istituire un cosiddetto percorso 30, ovvero tratti di strada in cui il limite massimo di velocità dovrà essere di 30 kmh. per consentire il transito dei ciclisti insieme agli automobilisti.

Qualcuno dovrebbe spiegare ai soliti scienziati, cervelloni e studiosi comunali, ovvero quanti partoriscono idee del genere una cosa molto semplice e che potrà essere loro spiegata da chi va in bicicletta.

Non è questione di velocità, andare piano o forte (i ciclisti professionisti vanno pure a 100 kmh.) ma avere una pavimentazione adeguata per consentire la circolazione di ciclisti in tutta sicurezza.

Con una zona 30 si penalizzano gli automobilisti che malediranno i ciclisti (beneficiari teorici) e pure chi avrà partorino una eventuale genialata come questa.

Evitate altre figuracce, insomma, se potete.

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