Pionati attacca il centrodestra irpino: crisi senza guida

La vittoria di Fausto Picone alla guida della Provincia di Avellino continua ad agitare il quadro politico irpino. Dopo il voto di Palazzo Caracciolo, arriva anche l’analisi severa dell’ex parlamentare e giornalista Rai Francesco Pionati , che punta il dito contro lo stato del centrodestra provinciale e contro le scelte maturate durante la corsa alla presidenza.

Secondo Pionati, il sostegno arrivato a Picone da una parte del centrodestra rappresenta l’ennesima dimostrazione della debolezza politica della coalizione in Irpinia. Una lettura che arriva pochi giorni dopo la sconfitta del centrodestra anche alle amministrative del capoluogo.

Il caso Picone e gli equilibri interni

Per l’ex parlamentare, la vittoria del sindaco di Candida certifica il peso politico esercitato sul territorio dai consiglieri regionali Maurizio Petracca ed Enzo Alaia, protagonisti della costruzione dell’intesa che ha portato all’elezione del nuovo presidente della Provincia.

Nella sua analisi, Pionati sottolinea come il centrodestra locale abbia finito per favorire una dinamica tutta interna al centrosinistra, rinunciando a costruire una proposta alternativa realmente competitiva. Un giudizio particolarmente duro nei confronti dei gruppi dirigenti provinciali di Forza Italia e degli altri partiti dell’area moderata.

Diversa, invece, la valutazione sul piano personale nei confronti dello stesso Picone e del sindaco del capoluogo Nello Pizza, definiti figure istituzionali stimate e amministratori radicati sul territorio.

Il nodo della candidatura alternativa

Nella riflessione di Pionati emerge anche il riferimento alla possibile candidatura del sindaco di Atripalda, Paolo Spagnuolo, ipotesi circolata nelle settimane precedenti al voto provinciale ma mai concretamente sviluppata.

Secondo l’ex parlamentare, una candidatura unitaria attorno a Spagnuolo avrebbe consentito al centrodestra di rilanciarsi dopo la sconfitta di Avellino e di sfruttare le divisioni interne al campo largo. Una occasione mancata che, nella lettura politica dell’ex deputato, confermerebbe l’assenza di strategia della coalizione.

La crisi del centrodestra irpino

L’analisi di Pionati si allarga poi al quadro politico provinciale. L’ex parlamentare descrive un centrodestra forte solo sul piano delle presenze istituzionali ma incapace di incidere realmente sugli equilibri territoriali.

Nel ragionamento trova spazio anche il riferimento al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, indicato come possibile figura capace di contribuire a una riorganizzazione politica dell’area moderata in Irpinia.

L’unica eccezione positiva, secondo Pionati, resta l’esperienza politica di Ariano Irpino, attribuita alla figura dell’ex ministro Ortensio Zecchino.

Verso le politiche del 2027

L’elezione di Picone alla Provincia e la recente vittoria di Pizza al Comune di Avellino aprono ora una nuova fase per gli equilibri locali. Sullo sfondo resta il tema della ricomposizione dell’area moderata in vista delle prossime elezioni politiche.

Pionati individua nella crescita delle posizioni considerate più radicali nel centrosinistra nazionale uno spazio politico per la costruzione di un nuovo polo moderato. Un percorso che, nella sua analisi, vedrebbe già attive realtà come Lega e Udc, mentre più difficile appare la situazione di Fratelli d’Italia e Forza Italia sul territorio irpino.

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