Picone conquista la Provincia, Buonopane sconfitto

Il candidato di Casa Riformista supera il presidente uscente. Decisivi il peso degli amministratori locali, l’asse con una parte del Pd e l’appoggio di Forza Italia

La Provincia di Avellino cambia guida. Fausto Picone, sindaco di Candida e consigliere provinciale, è il nuovo presidente di Palazzo Caracciolo. La vittoria su Rino Buonopane, presidente uscente e sindaco di Montella, è netta nei numeri e ancora più pesante nel significato politico: il voto degli amministratori irpini consegna la Provincia al candidato sostenuto da Casa Riformista, ma racconta soprattutto la frattura profonda del campo progressista.

Una vittoria larga e politica

Il dato maturato nello scrutinio conferma un margine ampio. Picone prevale in tutte le fasce demografiche, comprese quelle più pesanti sul piano del voto ponderato. Nei comuni più grandi, la fascia D, il confronto resta più ravvicinato, 50 voti contro 48, ma anche lì il candidato di Casa Riformista passa avanti con 12.200 voti ponderati contro 11.712.

Il quadro percentuale, sui voti ponderati fin qui scrutinati, assegna a Picone il 58,97% e a Buonopane il 41,03%. Quasi diciotto punti di distacco che trasformano il risultato in una vittoria politica piena, non in una semplice affermazione amministrativa.

Il Pd diviso e il peso degli amministratori

La partita si è decisa dentro una geografia politica complessa. Picone è espressione di Casa Riformista, area che in Irpinia fa riferimento al capogruppo regionale renziano Enzo Alaia. Attorno alla sua candidatura si è raccolta anche una parte del Partito Democratico, nonostante il livello nazionale dem avesse indicato in Buonopane il riferimento naturale per la continuità.

Il segretario provinciale del Pd, Marco Santo Alaia, aveva chiarito che Buonopane non era il candidato del partito. Una posizione che ha pesato nel voto degli amministratori e che ha reso evidente la distanza tra la linea del Nazareno e gli equilibri locali. Il presidente uscente non avrebbe incassato nemmeno l’appoggio del Pd vicino al capogruppo regionale Maurizio Petracca, mentre con Picone si è schierata anche Forza Italia, dichiaratamente in campo con il candidato poi risultato vincente.

La sconfitta del fronte Buonopane

Con Rino Buonopane si sono schierati il Movimento 5 Stelle, i Socialisti e, in modo più o meno diretto, Sinistra Italiana. Non è bastato. La maggioranza degli amministratori, compresi molti civici dei piccoli comuni, ha scelto l’altra opzione. Il dato delle fasce A e B, dove il vantaggio di Picone è più marcato, segnala la capacità del nuovo presidente di raccogliere consenso soprattutto nella rete diffusa delle amministrazioni locali.

Il risultato nei comuni più popolosi è il passaggio più indicativo. Se il presidente uscente non riesce a prevalere nemmeno nella fascia con maggiore peso elettorale, significa che la spaccatura del centrosinistra è stata più larga e più radicata di quanto apparisse alla vigilia.

Il nuovo equilibrio a Palazzo Caracciolo

L’elezione di Fausto Picone apre ora una fase nuova per la Provincia di Avellino. Il voto di secondo livello, riservato agli amministratori comunali, non misura direttamente l’umore degli elettori, ma fotografa con precisione i rapporti di forza tra sindaci, consiglieri e gruppi territoriali.

Il nuovo presidente arriva a Palazzo Caracciolo con un mandato forte e con una maggioranza politica composita. La sua sfida sarà trasformare l’alleanza elettorale in governo dell’ente, dentro un quadro provinciale segnato da equilibri mobili e da una competizione interna al centrosinistra che, dopo questo voto, sarà difficile ricomporre rapidamente.

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