Pd, rivolta in Irpinia: a rischio il sostegno ai candidati “imposti” da Roma.

Due dei tre collegi uninominali agli alleati, il ruolo di capolista nel listino proporzionale della Camera a Benvento: il pd irpino esce con le ossa rotte dalle candidature per le politiche di marzo, ed ora la base si ribella e mette in discussione il sostegno elettorale ai prescelti. Ai dirigenti locali e agli iscritti non vanno proprio giù le scelte operate da Roma: contestate le candidature di Giuseppe De Mita ed Angelo D’Agostino, così come la collocazione al numero uno della quota proporzionale per Montecitorio di Umberto Del Basso De Caro. “C’è amarezza, un’infinita amarezza, siamo stati mortificati” – dice l’ex segretario provinciale Carmine De Blasio che aggiunge: “Siamo stati trattati male, il nostro impegno in tutti questi anni non è stato tenuto in considerazione. Ne usciamo umiliati. Adesso venissero da Roma a spiegare ai nostri elettori come si fa a votare per candidati che non fanno parte del nostro progetto e che in passato lo hanno sempre contrastato”. Duro anche Antonio Gengaro: “Cedere il collegio di Avellino ad una forza che non esiste, gli ex di Scelta Civica – ha detto – significa mortificare il territorio. A Roma non abbiamo peso. Sarà difficile ora esortare a votare per questi candidati”.

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