Operatore 118 denuncia: “Noi e i malati, trattati come maiali su carro bestiame”

Ha voluto mettere la faccia e dimostrare tanta dignità, attraverso una denuncia su cui qualcuno dovrebbe riflettere e qualche altro dare avvio a una seria indagine interna (oppure della magistratura) per verificare la situazione sanitaria che si registra ad Avellino e provincia.

Il racconto di Lucio Lorido fa rabbrividire ma è una realtà che molti poveri cristi conoscono benissimo.

Ci sono poi quelli che fingono di non conoscere e tanti altri, invece, ne sono perfettamente a conoscenza – i responsabili del servizio – però fanno spallucce rispetto alle evidenze poste alla loro attenzione dagli operatori sanitari.

Vi lasciamo alla lettura di questo post che Lucio Lorido ha pubblicato sul suo profilo Facebook e per il quale ogni altro commento appare inutile.

Un racconto che riguarda sia gli operatori sanitari che quei pazienti i quali, contagiati da Covid-19, talvolta preferiscono cavarsela da soli e tornarsene a casa.

Come in questo caso.

Quando usciamo per un covid siamo sigillati ermeticamente: Tuta, 3 paia di guanti, calzari, mascherina e visiera.

Dal momento che abbiamo avuto contatti con il paziente COVID siamo potenzialmente contaminati e finché non abbiamo lasciato il paziente in ospedale non possiamo più svestirci ne per bere mangiare o andare al bagno.

Basta aprire la zip per rischiare di rimanere contaminato anche all’interno, e allora resisti.

Un’ora, due, pure tre.

Ieri invece, abbiamo dovuto resistere per quasi dodici ore chiusi in ambulanza con un paziente COVID accertato sballottati prima ad un pronto soccorso e, dopo tre ore di attesa, ci hanno mandato in un altro pronto soccorso in provincia, dove la situazione “Ambulanze in attesa” era addirittura peggiore.

Questo siamo noi, rischiamo ogni giorno spinti dalla passione per questo lavoro, non lo facciamo per la gloria perché quella non ci offre da mangiare e non lo facciamo per lo stipendio, talmente ridicolo che abbiamo vergogna a dirlo.

Solo passione e voglia di aiutare i bisognosi.

Facciamo parte di un sistema fallito.

Fallito per i tempi impossibili, fallito perché non si è tutelato il paziente (che alla fine ha firmato il rifiuto ricovero), nemmeno il lavoratore, calpestando i semplici diritti dell’uomo.

Fallito perché chi ci dovrebbe tutelare si gira di spalle facendo finta di nulla e se alzi la voce risponde con frasi assurde o minacce.

Fallito perché siamo stati chiusi come maiali su un carro bestiame.
QUESTO SIAMO NOI!

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