Montemiletto torna al 1419. Al circolo della stampa la presentazione di Si Qua Fata Sinant

Presentata al Circolo della stampa di Avellino la decima edizione della rievocazione storica. Dal 4 al 6 settembre oltre 200 figuranti, nuove taverne, spettacoli e l’assalto al Castello della Leonessa . Tra  le novità il timbro del Passaporto irpino legato alla squadra biancoverde, la mostra “Fata nostra, i destini che abitiamo” curata da Emanuela Conforti.

Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il Sindaco di Montemiletto, Massimiliano Minichiello, il presidente della Proloco Mons Militum, Florindo Garofalo, il presidente dell’Unpli provinciale di Avellino Giuseppe Silvestri, la vice presidente della Pro loco Serena Maffettone Luisa Petrillo responsabile della  comunicazione, Claudia Genito che si è occupata dell’organizzazione, la docente di storia Emanuela Conforti che con la sua mostra ha coinvolto ben 18 artisti irpini che potranno far conoscere le proprie opere.

Per l’edizione di quest’anno gli organizzatori sono stati chiamati ad un impegno straordinario.

“Abbiamo ottimizzato la parte logistica, aumentato la presenza dei figuranti locali e potenziato la proposta gastronomica – ha spiegato il presidente Garofalo, sottolineando anche la novità delle taverne medievali e il cambiamento della scena dell’assedio al Castello, pensato per consentire al pubblico una migliore visione dello spettacolo.

Saranno tre le piazze dedicate agli spettacoli, accompagnate  da appuntamenti itineranti, mentre la rievocazione storica continuerà ad avere il suo momento culminante nell’assalto del Castello della Leonessa.

Il sindaco Minichiello :”La festa occasione per promuovere il territori “

Per il Sindaco di Montemiletto  l’evento rappresenta molto più di una manifestazione spettacolare. Il primo cittadino ha posto l’accento sulla capacità  della tre giorni di trasformarsi in uno strumento del patrimonio storico e artistico di Comune.

Si Qua Fata Sinant, infatti, diventa un modo per far conoscere il borgo, le sue architetture, la memoria della famiglia Tocco e le peculiarità del territorio, inserendo la rievocazione in una strategia più ampia di valorizzazione turistica. Montemiletto è già inserita nel circuito del Passaporto Irpino, con il Castello tra i luoghi di interesse segnalati.

Giuseppe Silvestri, UNPLI provinciale : la forza dea comunità

Il presidente provinciale dell’Unpli Giuseppe Silvestri ha invece ribadito i valori delle Pro loco e delle manifestazioni capaci di mantenere vivo il rapporto tra comunità, storia e territorio.

” Si tratta di un evento che conserva intatta la sua forza grazie alla partecipazione della comunità”- il senso del suo intervento e Silvestri ha richiamato anche l’ importanza della cura dei particolari e dell’impegno dei volontari. Un aspetto già sottolineato nelle precedenti edizioni. La rievocazione di Montemiletto si distingue proprio per l’attenzione ai dettagli e per a capacità di trasformare la memoria storica in esperienza turistica e culturale.

Tra le novità annuncite e  che sembra essere molto attesa, c’è il coinvolgimento del Passaporto Irpino, progetto che invita a scoprire i 118 Comuni della Provincia attraverso luoghi, eventi e itinerari. Durante la manifestazione i visitatori potranno valorizzare la propria esperienza con il timbro dedicato a Montemiletto, collegando così la rievocazione storica al progetto di promozione territoriale.

Un momento particolarmente significativo perchè unisce la passione sportiva  e biancoverde alla scoperta dell’Irpinia.

 

“Fata nostra, i destini che abitiamo “: l’arte entra nella rievocazione

Sicuramente è una grande novità culturale di questa edizione,2026, organizzata dalla docente e storica dell’arte Emanuela Conforti. L’esposizione sarà ospitata dal 4 al 6 settembre nel Chiostro del Comune, in Via Roma e riunirà 18 artisti  chiamati a confrontarsi con il tema del destino, dell’identità, della memoria e delle scelte individuali. La mostra nasce come un ponte ideale tra il passato raccontato dalla rievocazione e la sensibilità artistica contemporanea. Il titolo richiama  proprio l’antica espressione latina Si qua fata sinant,  ha spiegato Emanuela Conforti, traducibile come : se i destini lo consentono, trasformandola in una riflessione sul destino non soltanto come qualcosa di già scritto , ma come uno spazio da abitare e trasformare. Ad esporre saranno : Alessandro Follo, Alessandra De Luca, Alfredo Mojo Raimondi, Antonella Festa, Antonio Restaino. Dina Pascucci, Dorotea Virtuoso, Filomena Immediata, Gaetano Maffeo, generoso Vella, Giuseppe Amoroso De Respinis, Giusy Cozzo, Ines De Leucio, Lucio Finale, Nicolina Giammarino, Francesco Roselli e Vittorio Termini.

A completare il progetto ci saranno la performance di body painting Verba Velata di Vivian Belmonte e gli interventi musicali del maestro Pasquale Termini, violoncellista, L’allestimento della mostra è curato da Tina Sprintoso.

Il grande assalto al Castello

Il cuore della manifestazione resterà comunque la rievocazione dell’assalto del 1419 quando Algasio Tocco mosse alla conquista del Castelo della Leonessa , allora sotto il dominio di Andrea Caracciolo . La vicenda storica è al centro della manifestazione fin dalle sue origini.

Sabato 5 settembre alle ore 23.3o l’assedio in costumi d’epoca culminerà nell’incendio scenografico del Castello accompagnato da giochi pirotecnici.

Ma l’evento non sarà solo battaglia e spettacolo, il programma prevede  cortei, accampamenti, artisti itineranti, laboratori didattici per bambini,  artigianato e la nuova proposta gastronomica con il grande pranzo sotto le mura del Castello.

La decima edizione 2026 segnerà un ulteriore salto di qualità.

 

 

 

 

 

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