Sarà discusso il 20 gennaio prossimo l’appello per l’efferato omicidio del 21enne di Mercogliano, Roberto Bembo.
In primo grado, a gennaio scorso, è stata emessa dal tribunale di Avellino la sentenza di primo per i tre imputati. Iannuzzi, ritenuto autore materiale dell’aggressione, è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di reclusione per aver inferto sei coltellate, due delle quali risultate fatali. Lucamaria e Daniele Sciarrillo, giudicati responsabili in concorso, sono stati condannati ciascuno a 16 anni.
Condanna più lievi rispetto alle richieste avanzate dal pubblico ministero Vincenzo Toscano e dalla parte civile rappresentate dall’avvocato Gerardo Santamaria.
Secondo quanto riportato nelle motivazioni della sentenzal’aggressione è avvenuta in un momento successivo e autonomo rispetto a una prima lite per motivi legati a un parcheggio. Dopo la separazione dei gruppi, Roberto Bembo, rimasto solo, si è diretto di corsa verso gli imputati, innescando la reazione violenta che ha portato al decesso.
Un elemento chiave nel processo è stato il video registrato dalla Squadra Mobile, considerato dalla Corte più attendibile di alcune testimonianze. Le immagini avrebbero chiarito le posizioni e le azioni dei presenti durante l’aggressione.
La Corte ha ritenuto che i fratelli Sciarrillo abbiano concorso attivamente all’omicidio accerchiando la vittima, sebbene non fossero a conoscenza della presenza del coltello. Non sono state concesse attenuanti generiche, alla luce della gravità del reato e della condotta tenuta dagli imputati.



