Mediazione per riammettere l’Avellino in B: ecco perché Taccone può sperare

La minaccia di richiedere alla Figc un risarcimento danni plurimilionario per l’esclusione dal campionato cadetto apre all’ipotesi di un accordo. Proseguono le trattative affinché il commissario Fabbricini, in autotutela, riapra la porta del campionato cadetto per il club del presidente Taccone.

E’ quanto riporta oggi sul proprio sito il Corriere dello Sport che pure oggi, nella sua edizione nazionale, sostiene – a giusta causa – le ragioni dell’Avellino.

Un sostegno giornalistico di notevole rilevanza perchè basato su documenti certi, ragionamenti obiettivi e fonti autorevoli da cui giungono segnali che vanno in una determinata direzione, pienamente sposata dal quotidiano sportivo romano diretto da Ivan Zazzaroni. (LEGGI QUI)

Ecco cosa scrive oggi il Corriere dello Sport:

Trattative frenetiche, soluzioni sorprendenti, nuovi scenari inimmaginabili e ora possibili. Complici influenti personaggi già in azione da giorni per scongiurare il peggio.

Anche perché, diversamente, prenderebbe subito consistenza l’ipotesi di una clamorosa richiesta di risarcimento danni da parte dell’Avellino, finito al centro della tempesta perfetta lo scorso luglio, tramortito in agosto e tornato in scena proprio quando tutti lo avevano dato per spacciato e con una nuova società iscritta in Serie D al suo posto.

COMUNICATO UFFICIALE – A riesumare, invece, il sodalizio irpino del presidente Walter Taccone potrebbe essere il Comunicato Ufficiale Nº 59 dello scorso 30 agosto con il quale il Commissario della Federcalcio, Roberto Fabbricini, ha riaperto i termini per consentire di sanare le posizioni di quelle società di B e C che erano incappate nell’ormai “famosa” Finworld.

Dichiarata non idonea per l’iscrizione ai campionati professionistici prima del rilascio delle licenze nazionali e bocciata addirittura da una sentenza del Consiglio di Stato, la fidejussione è ora sostituibile con una nuova polizza da parte di quelle società che, inavvertitamente e prima che venisse bollata, l’avevano invece prodotta entro i termini perentori dell’12 luglio.

Oltre a dieci club di C, Fabbricini ha reso noto che sono interessati dalla vicenda anche Palermo e Lecce in B. E perché per l’Avellino un diverso trattamento?

Bocciata dal Collegio di Garanzia del Coni e poi in prima udienza dal TAR Lazio, la società biancoverde aveva sostituito, dopo il parere negativo della Covisoc, la garanzia fidejussoria rumena Onix Asigurari – senza rating e bollata dall’Ivass già a gennaio – proprio con la Finworld, senza tuttavia ottenere la licenza per iscriversi.

Alla luce del Comunicato 59, Taccone ora sostiene di essere restato vittima di una «palese disparità di trattamento» da parte della Figc e minaccia di chiamarla in causa per un risarcimento di 30 milioni di euro dopo aver visto andare in fumo una ricapitalizzazione di 5 milioni e perso l’intero parco calciatori, settore giovanile compreso.

Ecco perché ha preso consistenza l’ipotesi che Fabbricini, in autotutela, possa riammettere il sodalizio irpino in B.

MEDIAZIONE – Anche nella giornata di ieri, infatti, è proseguita l’opera di mediazione tra influenti politici governativi, autorevoli dirigenti della Federcalcio e rappresentanti della società campana allo scopo di scongiurare un nuovo fronte.

Non è escluso che l’Avellino possa alla fine essere ammesso in C. Ma il bello deve arrivare. Venerdì 7, infatti, il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni si pronuncerà sul blocco dei ripescaggi e sui ricorsi avversi il cambio delle norme che li regolamentavano prima che il presidente Balata, appellandosi a criteri di economicità, portasse il format cadetto da 22 a 19 squadre col parere favorevole della Figc.

Anche questa una partita da giocare con Novara, Catania, Ternana, Siena, Pro Vercelli ed Entella ostinate a dare battaglia per essere ripescate e Lega B e Figc decise a contrastare questa ipotesi mentre la Lega Pro, posticipato l’inizio del torneo, chiede una riforma dei format solo con maggioranze qualificate.

 

 

 

 

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