Ministro, l’Irpinia sarà più sicura grazie a nuovi e più moderni sistemi di sicurezza, ma – come ha detto lei – non si ferma qui?
No, non si ferma qui: questo è un intervento che realizziamo nell’ambito del Programma Operativo Complementare Legalità, con 7 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’Interno per l’intera Regione Campania, di cui 2 milioni destinati a questa provincia.
Si tratta di tecnologie nuove e innovative, che si integrano con quelle già esistenti sul territorio. Abbiamo inoltre l’intenzione di proseguire su questa strada, estendendo ulteriormente la rete di videosorveglianza sul territorio provinciale con un nuovo intervento che stiamo programmando attraverso i fondi di coesione.
Queste tecnologie sono molto importanti perché supportano l’attività delle forze di polizia, già molto efficaci nel controllo del territorio. Tuttavia, le caratteristiche delle aree interne – come lo spopolamento e le distanze – favoriscono fenomeni come i furti nelle abitazioni o agli sportelli ATM. In questo senso, le nuove tecnologie possono offrire un contributo significativo sia nelle attività di indagine sia nella prevenzione.
Ministro, Lei è molto attento alle vicende del territorio irpino e della città. Tra 30 giorni verranno presentate le liste del capoluogo: si è parlato anche di un suo interessamento. Il centrodestra, però, rischia di presentarsi diviso. Come se ne può uscire?
Credo che il centrodestra debba perseguire anche in questa provincia l’obiettivo dell’unità, così come avviene a livello nazionale ormai da anni. È importante perché si tratta di una coalizione che offre un progetto politico omogeneo, orientato in un’unica direzione, e questo deve avvenire anche qui.
Questo territorio è stato storicamente rilevante dal punto di vista dell’elaborazione politica, quindi bisogna lavorare per mantenere l’unità del centrodestra: questa è la direzione da seguire.
Le posso chiedere se questa unità debba realizzarsi mantenendo i simboli, dato che questo sembra essere un punto critico?
L’importante è che ci sia una chiara riconoscibilità dell’offerta politica del centrodestra. Credo sia arrivato il momento di superare ambiguità e trasversalismi: è giusto cercare consenso anche tra chi finora ha votato diversamente, ma senza rinunciare all’identità della proposta politica.
Deve esserci un’offerta chiara, riconoscibile e univoca. Che ciò avvenga attraverso simboli specifici o meno è una scelta che spetta ai partiti. L’importante è che si presenti una proposta di centrodestra forte e ben definita anche in questa provincia.








