Mastella chiama il Pd: «Decida sulla Provincia»

Ad Avellino il campo largo tiene, ma per Clemente Mastella non basta. Il sindaco di Benevento e segretario nazionale di Noi di Centro, intervenuto al Circolo della Stampa per l’iniziativa del partito in vista delle amministrative, mette il dito nella ferita del centrosinistra: l’unità registrata in città deve trovare una traduzione anche sulla partita della Provincia di Avellino.

Il punto politico è la scadenza del 6 giugno, data fissata per l’elezione del presidente della Provincia con decreto firmato dal presidente uscente Rizieri Rino Buonopane. Mastella chiede al Partito Democratico di uscire dall’attesa e di indicare una linea chiara, prima che la coalizione arrivi divisa a un passaggio istituzionale che pesa anche sugli equilibri cittadini.

Il messaggio ai dem

Per Mastella il problema non è solo avellinese. Il leader centrista legge nelle difficoltà del campo largo campano una questione di metodo: senza una guida politica riconoscibile, la coalizione rischia di trasformarsi in una somma di sigle, esposta alle fratture locali e alle ambizioni personali. Da qui l’affondo al Pd, chiamato a esercitare una funzione di regia.

Il sindaco di Benevento richiama i casi di Ariano Irpino e Salerno, dove il centrosinistra appare attraversato da divisioni e contrapposizioni interne. Ad Avellino, invece, la convergenza sul progetto amministrativo viene considerata un fatto positivo, ma incompleto. Per Mastella, infatti, l’unità non può fermarsi al Comune e ignorare la Provincia, dove il presidente uscente Buonopane è di fatto già in campo.

Buonopane e il nodo 5 Stelle

Il passaggio più politico riguarda il rapporto con il Movimento 5 Stelle. Mastella osserva che il deputato pentastellato Michele Gubitosa sembra orientato a sostenere la continuità con Buonopane. Se anche gli altri alleati dovessero convergere su quella soluzione, per Noi di Centro non ci sarebbero preclusioni.

La formula scelta dal leader centrista è netta: prima il Pd dica cosa vuole fare, poi gli alleati decidano insieme. È una richiesta di chiarezza, ma anche un modo per spostare sul partito democratico la responsabilità di un eventuale stallo. La battuta finale, quella sulla maggiore vicinanza ai 5 Stelle rispetto ai dem, fotografa il clima di una coalizione che ad Avellino prova a restare compatta ma continua a misurarsi con diffidenze e calcoli interni.

Avellino e le aree interne

Nel corso dell’incontro, Katia Renzulli ha richiamato il valore del dialogo tra cittadini e istituzioni, indicando nella collaborazione tra Regione, Provincia e Comuni la condizione per dare concretezza agli impegni politici. Gino Iannacce, candidato con Noi di Centro, ha rivendicato la crescita del partito, oggi rappresentato anche in Consiglio regionale e in giunta regionale.

A chiudere il quadro è stato Pasquale Giuditta, coordinatore regionale di Ndc, che ha insistito su mobilità, cultura e identità urbana. Il tema delle aree interne torna così al centro della piattaforma centrista: Avellino, secondo Giuditta, deve evitare l’isolamento infrastrutturale e costruire una sinergia più forte con Benevento, a partire dal rapporto tra i due capoluoghi.

Per Noi di Centro, dunque, la sfida amministrativa non è soltanto elettorale. È una prova di tenuta politica per il campo largo, chiamato a dimostrare se l’alleanza può essere un progetto di governo o soltanto un accordo utile a superare una campagna elettorale.

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