Maradona è morto: calcio in lutto, aveva 60 anni

Il calcio è in lutto: è morto Diego Armando Maradona. Aveva 60 anni compiuto lo scorso 30 ottobre.

Genio e sregolatezza, due volte campione d’Italia col Napoli e campione del Mondo con l’Argentina nel 1986, negli ultimi anni Maradona aveva subito diversi ricoveri in ospedale a causa di gravi problemi di salute, non ultimo il coagulo di sangue al cervello, che ha reso necessario l’intervento chirurgico, lo scorso 3 novembre.

Il campione argentino, attuale tecnico del Gimnasia, era in ripresa: era stato ricoverato per anemia e depressione, probabilmente dovuta all’uso smodato di alcol, che nell’ultimo periodo aveva sostituito la cocaina, da cui è stato per anni dipendente.

L’ex Pibe de Oro è stato stroncato da un arresto cardiaco.

L’ex fuoriclasse del Napoli e della nazionale Albiceleste, era stato dimesso lo scorso 11 novembre dalla Clinica Olivos di Buenos Aires dove era stato operato alla testa per rimuovere un ematoma subdurale.

Maradona era nato a Lanus il 30 ottobre 1960, quinto di otto figli.

Cresciuto a Villa Fiorito, sin da bambino mostra tutto il suo talento al punto da finire appena a 10 anni sulle pagine del “Clarin”.

Entra nel settore giovanile dell’Argentinos Juniors dove debutta nel massimo campionato il 20 ottobre 1976, dieci giorni prima di compiere 15 anni.

Nel 1981 il passaggio al Boca Juniors ma già un anno dopo ecco l’arrivo in Europa: se lo assicura il Barcellona per 1,2 miliardi di pesetas. Debutterà in blaugrana nell’agosto 1982 ma l’avventura in Catalogna è contrassegnata da vari problemi fisici.

Nell’estate del 1984 passa al Napoli per 13 miliardi e mezzo di lire. Il Pibe de Oro diventa un idolo del pubblico partenopeo: con lui arrivano due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa.

La sua esperienza italiana si chiude il 17 marzo 1991, quando risulta positivo alla cocaina e viene squalificato un anno e mezzo.

Riparte dal Siviglia, poi Newell’s Old Boys e il ritorno al Boca Juniors fino al ritiro: la sua ultima partita è datata 25 ottobre 1997.

Con la nazionale argentina debutta nel febbraio del 1977, non viene convocato per i Mondiali che si giocano l’anno dopo proprio in patria ma disputa quelli del 1982 e soprattutto quelli del 1986, quando trascina la Seleccion al titolo: memorabile la sfida con l’Inghilterra dove prima segna un gol di mano (“la mano de Dios” la ribattezzerà lui stesso) e poi una rete che verrà eletta come la più bella nella storia dei Mondiali in un sondaggio indetto dalla Fifa nel 2002.

Con la Seleccion arriva in finale anche a Italia ’90, sconfitto dalla Germania, poi è presente a Usa ’94 ma gioca appena due partite prima di essere squalificato perchè positivo all’efedrina.

Proprio durante la squalifica intraprende la carriera di allenatore (Deportivo Mandiyu e Racing), che riprenderà molto più avanti, diventando ct della nazionale che guida ai Mondiali del 2010, fino all’eliminazione ai quarti.

Allena anche l’Al Wasl a Dubai, l’Al-Fujairah negli Emirati e quindi il Dorados in Messico prima di accettare lo scorso anno la panchina del Gimnasia.

Una vita di eccessi, fra droga e alcol, Maradona si era liberato delle sue dipendenze grazie a lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.

Qualche giorno dopo il suo 60esimo compleanno è stato operato per rimuovere l’ematoma subdurale che gli era stato trovato nel lato sinistro della testa.

Tornato a casa per proseguire il recupero, è stato stroncato da un arresto cardiaco.

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