Liceo Scientifico Mancini: genitori e studenti danno la sveglia al presidente Biancardi

I Componenti dei Genitori, Docenti e Studenti del Consiglio di Istituto del Liceo Scientifico “P.S. Mancini”, hanno inviato una lettera aperta al Presidente della Provincia di Avellino, Domenico Biancardi per chiedere chiarimenti sulla vicenda giudiziaria e sulla individuazione della sede unica destinata al Liceo Scientifico “P.S. Mancini” per il prossimo anno scolastico 2019-20.

“Egr. Sig. Presidente,
oramai sono trascorsi sette mesi dall’ultima pronuncia giudiziaria sulla vicenda che vede coinvolta la sede storica di via De Concilii del Liceo Scientifico P.S. Mancini, avvenuta con l’Ordinanza del Tribunale del Riesame del 16 novembre 2018, nella quale, come noto, al termine del lungo iter promosso dal GIP mediante l’istituto dell’incidente probatorio affidato al proprio consulente ing. Maurizio Perlingieri, l’edificio è risultato possedere i requisiti statici ed antisismici idonei alla riapertura, e quindi all’utilizzo dello stesso, individuando quale unico problema statico quello della inidoneità della copertura della palestra, con un presunto pericolo di crollo della stessa e con un possibile effetto domino sul resto del fabbricato, conclusione abbastanza sorprendete atteso che la palestra era stata del tutto stralciata dalle indagini condotte nel corso dello stesso incidente probatorio, ed oggetto già di un’ordinanza di inibizione all’utilizzo emessa da tale Amministrazione già a partire dall’aprile 2017.

Motivazione che come noto ne ha pregiudicato il dissequestro.

Ricordiamo tutti che tale ordinanza è stata pronunciata solo pochi giorni dopo la Sua nomina a nuovo Presidente della Provincia di Avellino e che immediatamente dopo il Suo insediamento a Palazzo Caracciolo Lei ebbe a dichiarare, anche alla stampa, che una delle Sue priorità più urgenti fosse costituita proprio dalla restituzione alla città, e soprattutto agli studenti che lo frequentano, di tale storica sede.

Anche nei successivi numerosi incontri avuti con Lei da alcuni componenti di questo Consiglio di Istituto e del Comitato dei Genitori ci è stato sempre ribadito tale concetto ed il massimo impegno profuso da codesta Amministrazione per risolvere nel più breve tempo possibile la vertenza giudiziaria, che da novembre scorso vede la Provincia quale unico soggetto in campo a cui è demandata l’azione risolutiva della stessa, e quindi assicurare per il prossimo anno scolastico 2019-2020 agli studenti, e non solo, condizioni logistiche e didattiche dignitose ed assolutamente adeguate ad un istituto scolastico, tra i maggiori dell’intera provincia, di eccellenza, destinatario di prestigiosi riconoscimenti e meriti nel panorama non solo regionale ma anche nazionale (alcuni dei quali conseguiti, nonostante tutto, solo alcune settimana fa), quale è il Liceo Scientifico P.S. Mancini.

Ultimamente proprio perché si avvertiva una sorta di cappa di oblio scesa su tale vicenda, abbiamo inviato, come Consiglio di Istituto, in data 21/05 u.s via PEC alla Sua attenzione una richiesta di incontro urgente su tale tema e sulle possibili soluzioni logistiche alternative a quella attuale, totalmente inadeguata e non più sopportabile, che oramai va avanti da due anni scolastici.

Ebbene tale nostra richiesta è stata del tutto disattesa e nemmeno riscontrata sul semplice piano formale.

Adesso leggiamo sulla stampa di Sue dichiarazioni che contemplano, ancora nel solo ambito delle intenzioni, “la puntellatura della palestra in attesa di compiere altri accertamenti ancora più approfonditi sulla staticità della struttura”.

Ci preme sottolineare che la soluzione della puntellatura della copertura della palestra per l’eliminazione del presunto stato di pericolo di crollo fu uno degli argomenti affrontati nell’incontro del 15 gennaio scorso presso la sede del Comune di Mugnano del Cardinale che Lei ebbe con alcuni nostri componenti ed alcuni genitori ingegneri, e nel quale emerse la sua piena condivisione di tale scelta tecnica tanto da contattare telefonicamente, stesso in quella sede, i suoi più stretti collaboratori invitandoli ad operare in tale direzione.

E’ davvero stupefacente ed avvilente dopo sei mesi da quell’incontro, e dai successivi, l’ultimo dei quali avvenuto qualche giorno prima di Pasqua, nei quali ci è stato sempre ribadito che era stato intrapreso concretamente un percorso risolutivo della vicenda, dover prendere atto che si è ancora fermi ad una dichiarazione di intenzioni e che invece non è stato fatto assolutamente nulla di concreto per perseguire il
dissequestro della struttura.

Questo scenario che emerge solo adesso, e per quanto ci riguarda completamente inatteso ed incomprensibile, a nostro avviso è del tutto incompatibile per tempistica, tenuto conto non solo dei tempi giudiziari per perseguire il dissequestro, ma poi anche di quelli tecnici per restituire la piena funzionalità e agibilità dell’edificio chiuso da oltre un anno e mezzo e sottoposto durante l’incidente probatorio ad indagini invasive da dover ripristinare, con la possibile disponibilità dello stesso per l’inizio del prossimo anno scolastico e al quale mancano oramai solo tre mesi.

Né tantomeno siamo a conoscenza di soluzioni alternative, da tempo invocate ed auspicate, e messe in campo da codesta Amministrazione per prospettare una configurazione logistica più meritevole e adeguata alle necessità ed esigenze degli studenti e del personale docente e non, per il prossimo imminente anno scolastico.

La stato che si sta palesando di tale situazione lascia davvero basiti e denota una totale inadeguatezza di codesta Amministrazione nel presidio di questa vicenda del tutto emergenziale e la cui gravità sembra ancora non essere stata colta da chi ne ha la responsabilità ed il preciso dovere istituzionale di affrontarla e risolverla con consapevolezza, competenza e risolutezza.

 

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