La Regione Campania condanna i commenti sessisti e offensivi contro Fiorella Zabatta. Il caso riapre il tema dell’odio online e della tutela delle donne impegnate nelle istituzioni.
La Regione Campania si schiera compatta al fianco dell’assessora Fiorella Zabatta, finita al centro di una serie di commenti gravemente offensivi pubblicati sui social network dopo un suo intervento sul tema della riforma della legge sulla caccia. La presa di posizione arriva dal presidente della Regione, dalle assessore e dagli assessori regionali, che parlano di piena solidarietà e condannano un linguaggio ritenuto incompatibile con il confronto democratico.
Nel comunicato diffuso dall’Ufficio stampa della Giunta regionale, gli attacchi vengono definiti una forma di violenza verbale che supera i confini del legittimo dissenso. Al centro della denuncia ci sono insulti sessisti, misogini e discriminatori, rivolti non alla posizione politica espressa dall’assessora, ma alla sua persona.
Il confine tra dissenso e intimidazione
Il tema della caccia resta uno dei terreni più divisivi del dibattito pubblico, soprattutto quando incrocia sensibilità ambientali, tutela degli animali, mondo venatorio e competenze istituzionali. La Regione Campania, però, separa nettamente il confronto politico dall’aggressione personale. Criticare una posizione, anche con toni duri, rientra nella dialettica democratica; colpire la dignità di una persona, soprattutto attraverso parole sessiste e discriminatorie, appartiene invece a un’altra dimensione.
È questo il punto centrale della nota: il dissenso non può diventare denigrazione. Gli attacchi rivolti a Fiorella Zabatta vengono letti come parte di un clima più ampio, in cui l’esposizione pubblica delle donne nelle istituzioni continua a essere accompagnata da forme specifiche di violenza verbale.
La risposta delle istituzioni
Il presidente della Regione Campania, le assessore e gli assessori regionali richiamano il dovere delle istituzioni di difendere la dignità della persona come principio non negoziabile. Nessuna opinione politica, si sottolinea, può giustificare odio, sessismo o aggressioni verbali.
La Giunta rinnova quindi la propria vicinanza all’assessora e auspica che possano essere valutate tutte le iniziative ritenute opportune a tutela della sua persona e della sua dignità. Il messaggio politico è chiaro: la qualità del confronto democratico passa anche dalla capacità di isolare chi usa i social non per discutere, ma per intimidire.
Un caso che va oltre la polemica sulla caccia
La vicenda non riguarda soltanto la riforma della legge sulla caccia, ma investe il modo in cui il dibattito pubblico si sviluppa sulle piattaforme digitali. Quando il confronto si trasforma in insulto sessista, il bersaglio non è più una proposta politica, ma la presenza stessa di una donna nello spazio pubblico.
Per questo la solidarietà espressa dalla Giunta regionale della Campania assume un significato più ampio. Difendere Fiorella Zabatta significa, nelle parole dell’esecutivo regionale, difendere il ruolo delle istituzioni, il rispetto della persona e la possibilità di discutere anche sui temi più controversi senza scivolare nell’odio.

