Incendiò l’auto del sindaco, il 35enne ammette le sue responsabilità: “Ero disperato”

“Ero disperato”. Il 35enne finito ai domiciliari per aver incendiato l’auto del sindaco di Montoro Mario Bianchino, durante l’interrogatorio di garanzia, ha ammesso le sue responsabilità. M.B., disoccupato, separato e con qualche piccolo precedente con la giustizia è ieri comparso davanti al giudice per le indagini preliminari.

Il 35enne sostiene di aver a più riprese chiesto aiuto al primo cittadino per ottenere un alloggio popolare ed un lavoro così da poter garantire il mantenimento della figlia di appena 4 anni. Quel gesto, l’incendio dell’autovettura di Bianchino, è arrivato al culmine di un periodo di grande difficoltà per l’uomo. In quel periodo M.B. dormiva in macchina ed al giudice ha anche raccontato di non poter vedere la figlia perchè impossibilitato a versare gli alimenti alla ex moglie.

L’uomo è assistito dall’avvocato Giovanna Perna che ha preannunciato che impugnerà la misura cautelare degli arresti domiciliari davanti al tribunale del riesame. 

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