Giro di usura ed estorsioni nei confronti di due imprenditori conciari, uno degli indagati lascia il carcere

 Giro di usura ed ed estorsioni a danno di due imprenditori del settore conciario: ha lasciato il carcere R.R. di Montoro, difeso dagli avvocati Alberico Villani e Raffaele Tecce. Il regime detentivo è incompatibile con il suo stato di salute. Dunque è stata accolta dal gip Annamaria Ferraiolo l’istanza di sostituzione della misura per l’ uomo detenuto nel carcere di Poggioreale e ora sottoposto ai domiciliari presso la sua abitazione.

 R.R.insieme ad altri – tra cui il latitante arrestato in Tunisia Diego Bocciero – avrebbe imposto ai due imprenditori il versamento di 2mila euro al mese per rientrare dal debito contratto. Tre gruppi criminali che, a rotazione, avanzavano pretese su di loro, ciascuno con un ruolo nella catena di pressioni esercitate sulle due vittime.Il Tribunale di Salerno ha fissato il giudizio immediato per quindici persone.

L’udienza sarà celebrata davanti ai giudici della Terza Sezione Penale del Tribunale di Salerno il prossimo 5 maggio. Sei dei coinvolti e raggiunti dal decreto di giudizio immediato sono irpini: A. D. difeso dagli avvocati Alberico Villani e Gaetano Aufiero, M. E. difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero, L. P. difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Gaetano Aufiero, R. R. difeso dagli avvocati Alberico Villani e Raffaele Tecce, tutti detenuti in carcere. Stessa richiesta accolta anche per T.S. difeso dall’avvocato Raffaele Tecce, R. V. difeso dall’avvocato Massimiliano Russo e Gennaro Ausiello del foro di Torre Annunziata, i due detenuti agli arresti domiciliari su decisione del gip di Salerno. Nello stesso procedimento è coinvolto anche Diego Bocciero, arrestato dopo la latitanza in Tunisia .

 I quindici indagati sono accusati a vario titolo di usura ed estorsione aggravata dal metodo mafioso nell’ambito di una inchiesta della’Antimafia di Salerno su un subentro illecito in un credito usurario da parte di tre diversi gruppi criminali, intranei o vicini ai clan D’Alessandro, Genovese e Nuovo Clan Partenio. Il primo filone d’indagine ruota attorno a una serie di prestiti per circa 95mila euro, concessi tra novembre 2023 e aprile 2024, con tassi d’interesse mensili fino al 12%. Gli imprenditori, schiacciati dal debito, avrebbero pagato interessi per oltre 30mila euro, fino a subire minacce e percosse. In un episodio documentato dalla Dia, uno degli indagati avrebbe schiaffeggiato una delle vittime, imponendogli il pagamento immediato di altri 40mila euro.

SPOT