Proseguono a tutto campo le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura di Salerno, sull’omicidio di Luigi ‘Luca’ Esposito, 53 anni, il giornalista sportivo ucciso e poi dato alle fiamme e trovato carbonizzato nelle campagne di Eboli.
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I militari stanno ricostruendo le ultime ore di vita dell’uomo (il cui ultimo contatto conosciuto risalirebbe a venerdì sera) e setacciano la sua vita privata e professionale, alla ricerca del movente di un delitto particolarmente efferato. Esposito è stato ucciso a colpi di pistola, poi il suo corpo cosparso di liquido infiammabile e incendiato.
Iscritto all’albo dei pubblicisti, non aveva mai lavorato ad inchieste di cronaca nera o giudiziaria, cosa che farebbe escludere un coinvolgimento della criminalità nell’esecuzione. Si occupava da sempre di calcio locale ed era noto per le sue posizioni controcorrente che spesso lo avevano portato a polemiche con gruppi di tifosi, ma appare improbabile che una contesa dialettica in ambito sportivo possa essere degenerata in un omicidio. Gli investigatori stanno ascoltando amici, colleghi e conoscenti per ricostruire anche la rete di relazioni personali di Esposito.
un primo momento si era sparsa la voce che lavorasse per Arpac, ma l’azienda ha poi fatto sapere di non avere con la vittima nessun rapporto di lavoro.
Sarebbe stato ucciso a colpi di pistola (i carabinieri avrebbero recuperato dei bossoli) e poi dato alle fiamme tra la vegetazione. Le fiamme si sono propagate rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco, che durante lo spegnimento hanno rinvenuto il corpo, devastato dalle fiamme tanto che in un primo momento non è stato possibile determinare se si trattasse di un uomo o di una donna.
Poi la svolta nelle indagini con il ritrovamento della vettura di Esposito, e i controlli che hanno permesso di accertare come dell’uomo si fossero perse le tracce.


