Di Somma chiama “scemo” Mandorlini, il Padova si infuria, l’Avellino attacca. E la Lega Pro posticipa la finale

Tra Avellino e Padova non corre buon sangue. Oggi Mandorlini, Di Somma e le due società si sono sfidati a colpi di dichiarazioni e comunicati stampa, dove nessuno è uscito vincitore.

Se l’allenatore del Padova, col suo modo di fare, è tornato sia sulla gara di andata e sui presunti torti arbitrali subiti dalla sua squadra, sia sul passato, rivangando quanto accadeva dentro e fuori dal campo ai tempi della Serie A al Partenio-Lombardi, merita una ramanzina anche Salvatore Di Somma, che su Facebook, dimenticando di essere il dirigente di una società professionista ha chiamato “SCEMO” Mandorlini, invitandolo a sciacquarsi la bocca quando parla di Avellino.

Capito di averla fatta grossa, Di Somma ha cancellato il commento da Facebook, ma ha subito ugualmente l’inviperito comunicato stampa del Padova, silenzioso però sui cori di discriminazione territoriale, e non solo, subiti dai tifosi e dai tesserati biancoverdi all’Euganeo, domenica sera (“Terroni”, “Terremotati” e chi ne ha più ne metta…). L’Avellino non è rimasto a guardare, correndo in aiuto di Di Somma e criticando l’operato del Padova, richiedendo poi pace e serenità in vista della partita di domani che, a questo punto, rischia di diventare una guerra senza esclusione di colpi.

Intanto, la Lega Pro ha annunciato di aver posticipato la data della finale di ritorno: si giocherà il 17 giugno anziché il 16 giugno.

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