Crediti d’imposta al Brescia Calcio: 5 indagati.Oltre ad Alfieri spunta anche Porcile

Calcio

Per Gianluca Alfieri, finito in manette il 6 maggio nel blitz antidroga tra Salerno e Avellino che ha sgominato un gruppo di narcotrafficanti, arriva un nuovo avviso di garanzia.

La Procura di Brescia ha chiuso le indagini delll’inchiesta sui crediti d’imposta inesistenti ceduti alla società calcistica di Massimo Cellino. Nel registro degli indagati sono stati iscritti con l’accusa di truffa e indebita compensazione, oltre al 25enne irpino Gianluca Alfieri, amministratore unico del gruppo Alfieri svp con sede in via Montenapoleone a Milano; M. G. commercialista e consulente della società bresciana, F. S. , broker di Lamezia Terme; A. P. , intermediario bresciano; e Danilo Porcile, imprenditore avellinese, finito in carcere per una maxitruffa da 1,7 miliardi di euro legata agli ecobonus fittizi e smascherata dalla Guardia di Finanza di Avellino.

Nella ricostruzione della Procura bresciana, «il gruppo Alfieri Spv», amministrato legalmente da Gianluca alfieri, «società priva di sede effettiva , non iscritta nell’elenco delle società veicolo della Banca d’Italia, non ottemperante sul piano fiscale, sarebbe stata costituita da Porcile e Scalercio con lo scopo specifico di vendere crediti d’imposta inesistenti».

Secondo la tesi della Procura Alfieri insieme ad altri indagati «con più atti esecutivi e di un medesimo disegno , in concorso morale e materiale tra loro, con Porcile e con altri soggetti ancora non identificati», avrebbero « con artificio indotto in errore il legale rappresentante non solo del Brescia calcio, Massimo Cellino, ma anche gli amministratori di altre tre società, procurandosi un ingiusto profitto di tre milioni e 900 mila euro.

In particolare, «Porcile insieme ad altri due degli indagati  – ricostruiscono i pm bresciani – qualificandosi come referenti del Gruppo Alfieri, ad ottobre del 2024, si sarebbero messi in contatto con un l’intermediario bresciano, che avrebbe operato da tramite con il consulente del Brescia Calcio, proponendo in vendita i crediti per effettuare compensazioni fiscali». Il Brescia avrebbe pagato circa 1,5 milioni di euro al gruppo Alfieri in cambio di 2 milioni e 42 mila euro di crediti fiscali per saldare le tasse. Al contempo, il Gruppo Alfieri non avrebbe versato le somme dovute al Fisco relative agli anni 2023 e 2024. Da qui la penalizzazione per la società bresciana. Ora gli indagati avranno venti giorni per essere ascoltati o deporre memorie difensive   tramite i loro difensori  per chiarire la loro posizione rispetto alle accuse mosse dalla Procura lombarda.

 

SPOT