Covid-19 in crescita: zona arancione per la Campania

L'elenco delle restrizioni nelle tre aree nelle quali è stata divisa l'Italia secondo l'ultimo Dpcm, Roma, 4 novembre 2020.  ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI +++ NO SALES EDITORIAL USE ONLY +++

Questione di ore, al massimo lunedì il Governo sposterà la Campania nella zona arancione ma non è escluso un successivo passaggio nella zona rossa.

Nella giornata odierna si sono registrati 4.309 nuovi positivi e 15 morti in Campania, compreso i cinque decessi della provincia di Avellino.

La situazione sta diventando allarmante e incontrollabile, di qui la necessità di attuare drastiche misure di prevenzione per tentare di evitare la diffusione del virus.

Arancione e poi rossa

Queste le anticipazioni fornite da Italo Giulivo, coordinatore dell’Unità di Crisi della Regione Campania. che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni all’Ansa.

“La Campania è zona gialla perché il governo ha interpretato la situazione al 25 ottobre che era migliore perché avevano assunto misure più cautelative rispetto al resto del Paese. Il governo guarda il colore nello specchietto retrovisore e questo vuol dire che abbiamo lavorato bene sulla prevenzione.

Io penso che con l’analisi dei nuovi dati, prevista nei prossimi giorni, potremmo diventare zona arancione e ciò confermerebbe le nostre preoccupazioni. Sarei perplesso se dovessimo rimanere zona gialla”.

Per Giulivo è fondamentale anche il ruolo dei medici di base: “So che su questo tema il presidente De Luca vuole incontrare direttamente le associazioni dei medici.

Probabilmente ognuno di noi può parlare per esperienza diretta, io non ho avuto necessità di ricorrere al medico di base e rispettiamo la loro posizione, ma in qualsiasi riunione di approfondimento sento dire che è saltata la capillarità dell’intervento.

Il protocollo dell’Istituto Superiore di Sanità prevede che ci sia questo intervento di base, qualcuno lo applica, altri meno.

A noi arrivano diverse proteste sul fatto che nessuno risponde al telefono, ma capita con le Asl che sono sommerse di lavoro sui tamponi e sulle chiamate.

Ne ho contezza da mail di cittadini che dicono che non riescono a parlare con nessuno e finiscono per mettersi in macchina e andare al pronto soccorso.

Ma i protocolli prevedono questo e il medico deve rispondere anche al sabato e alla domenica.

Tutti al mare

Anche nel mio contratto è previsto che possa fare altro nel week end ma ora è il momento che ognuno dia il suo contributo, hai fatto il giuramento di Ippocrate nessuno può stare a dire oggi mi tocca domani o non mi tocca”.

Ultimo appello di Giulivo è per i cittadini: “Se vado a prendere il sole sul lungomare in maniche corte e prendo la brezza di novembre, posso avere la tosse e un pò di febbre e voglio andare al pronto soccorso. Magari coprirsi meglio o stare a casa sono segni di responsabilità e autoprotezione”.

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