Coronavirus, De Luca boccia il “Modello Festa” e dichiara: “Il picco in Campania intorno al 5 aprile”

Vincenzo De Luca è tornato a parlare in diretta Facebook proseguendo il botta e risposta a distanza con Gianluca Festa.

Il sindaco di Avellino, in diretta su Rai Uno, aveva criticato la strategia della Regione Campania.

C’è qualcuno che invoca il modello Corea – ha bacchettato il Governatore -. Quelli dei tamponi a tutti è una notizia falsa.

Modello Corea

Lì il controllo dell’epidemia non è avvenuto attraverso i tamponi, ma perché sono stati controllati i cittadini, uno ad uno, coi sistemi informatici, mediante controlli telefonici e delle carte di credito.

Quello è il modello Corea”, ha detto De Luca.

Criticate, poi, dal Presidente De Luca le mascherine di protezione inviate ieri dalla Protezione Civile e la dotazione messa a disposizione della Regione Campania:

Ci sono arrivate 552mila mascherine, che non servono a niente, sarebbero ottime per pulire gli occhiali, per usare a Carnevale per fare Bugs Bunny, ma non per essere utilizzate negli ospedali.

Ci vuole fantasia per chiamarle mascherine, lasciamo perdere.

La dotazione ricevuta dura al massimo otto ore in ospedale: ci sono arrivati 7 ventilatori quando fino a dieci giorni fa mi era stato garantito che ne sarebbero arrivati 225 ventilatori, oltre a 621 caschi”.

Sui numeri del contagio: “In Campania sono risultati positivi 1454 persone, 101 di queste sono in terapia intensiva, mentre in totale sono 448 i ricoverati in ospedale, più quelli in isolamento domiciliare.

Il picco in Campania

Il dato è sensibilmente peggiorato per le 52 persone anziane contagiate in una casa di riposo di Sant’Anastasia. I dati sono quelli che avevamo previsto.

3

Per domenica il nostro algoritmo prevede 1721 contagiati, 223 ricoveri in terapia intensiva, 443 in ospedale.

Secondo le previsioni il picco ci sarà alla fine della prima settimana di aprile, quando avremo più di 3mila contagi.

Ce la possiamo fare se tutti fanno la sua parte.

Ma in Campania dobbiamo combattere, oltre che con il virus, anche con i “portaseccia”. Gente che ha ereditato poteri oscuri dai loro bisnonni o nonni. Gente che sta male, se le cose vanno bene“.

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