È alla sua prima esperienza diretta in una competizione amministrativa, ma Cristiano Colangelo arriva alla candidatura con un’impostazione già definita: riportare la politica dentro i problemi quotidiani e dentro le scelte strategiche di Ariano Irpino. Candidato al Consiglio comunale nella lista di Fratelli d’Italia a sostegno di Mario Ferrante sindaco, Colangelo lega la sua campagna elettorale a tre parole chiave: partecipazione, responsabilità e visione. La lista di FdI per Ferrante risulta tra quelle pubblicate per le amministrative arianesi, con voto previsto il 24 e 25 maggio.
Colangelo, la sua candidatura sembra inserirsi anche in una prospettiva di ricambio generazionale della classe politica. È così?
«Sì, il segnale positivo che emerge anche dalla nostra lista di Fratelli d’Italia è proprio questo: stiamo cercando di coltivare una futura classe dirigente che sia partecipe, attiva e sensibile ai temi politici e alla politica in generale.
Accanto al rinnovo generazionale c’è un altro aspetto che mi sta molto a cuore: trasmettere la mia passione politica. Vorrei contribuire a ricreare una partecipazione più viva nella città. In campagna elettorale, dai feedback che ricevo, avverto proprio questo bisogno: la possibilità di riferirsi a qualcuno che sappia sintetizzare le istanze che partono dal basso, da ogni periferia esistenziale, per usare un’espressione cara a Papa Francesco».

Nei giorni scorsi lei ha denunciato alcune criticità sulla manutenzione ordinaria. Che cosa è accaduto?
«Ho pubblicato un video che ha avuto molta diffusione e che ha già prodotto una risposta. Avevo messo in luce alcune difficoltà legate alla manutenzione ordinaria delle strade e già la mattina successiva sono stati effettuati interventi di pulizia. Questo significa che anche una sollecitazione pubblica può avere un impatto concreto».
Lei insiste spesso sul ruolo della politica. Che cosa intende?
«La politica deve tornare a dirigere i processi e non subirli. In una realtà amministrativa come la nostra non ci si può nascondere dietro l’impossibilità d’azione determinata dall’elemento tecnico. Ariano Irpino è una città complessa, non facile da gestire, ma questo non può diventare un alibi. La politica deve assumersi la responsabilità delle scelte, della programmazione e della progettazione».
Ha un esempio concreto?
«Penso alla questione delle cinque piazze. Il progetto, in sé, è un’ottima idea. Il problema riguarda la programmazione e la gestione. Non si può lasciare tutto sulle spalle dell’apparato tecnico-amministrativo. È una responsabilità politica, perché deve essere la politica a dirigere la tecnica, non il contrario».
Che cosa è mancato, allora, ad Ariano?
«È mancata una visione. Per me è chiaro: dobbiamo ricostruire Ariano Irpino. Viviamo in una realtà che presenta difficoltà profonde, a partire dallo spopolamento. Se non interveniamo, tra venti o trent’anni rischiamo di trovarci in una condizione ancora più negativa».
Da dove bisognerebbe ripartire?
«Bisogna farsi trovare pronti da subito. La priorità è il collegamento viario con la Stazione Irpinia. Poi occorre riprogettare il PUC e ripensare la funzione delle aree strategiche del territorio, soprattutto quelle vicine alla stazione e alla piattaforma logistica.
Dobbiamo avere una visione d’insieme: immaginare Ariano Irpino come una città capace di attrarre persone che lavorano o si spostano verso la Puglia o verso l’area napoletana, ma che scelgono di vivere in una realtà non metropolitana, a misura d’uomo. La sfida è rendere Ariano attrattiva».





