«Gianluca Festa ha messo Avellino in un buco nero, anteponendo le sue ambizioni personali al bene della città. Ha usato il Comune come strumento di potere e difesa in vista di un processo delicatissimo. Se oggi la città è di nuovo paralizzata, è solo colpa sua e dei suoi uomini».
Così Luca Cipriano, consigliere comunale del Partito Democratico, interviene con durezza sulla crisi amministrativa avellinese. Nel mirino anche l’ormai ex sindaca: «Laura Nargi è stata ostaggio di Festa. Non ha mai davvero amministrato. Ha subito per undici mesi giochi di potere e ricatti politici. L’errore più grave? Non essersi liberata subito, non aver rispettato gli alleati che l’hanno portata al ballottaggio».
Secondo Cipriano, la caduta dell’amministrazione era inevitabile: «Ora si torna a votare tra undici mesi e la città paga un prezzo altissimo. Non si può più restare ostaggi delle ambizioni personali di Festa, che nel frattempo è coinvolto in un’inchiesta gravissima: associazione a delinquere, ricettazione, peculato. Non si può tenere Avellino bloccata aspettando l’esito del suo processo».
Poi l’appello al partito: «Il PD deve convocare subito la direzione provinciale, votare un documento chiaro, scritto nella pietra. Chiediamo l’impegno a fare le primarie di coalizione per il prossimo candidato sindaco. Basta con i giochi a tavolino».
E un avvertimento anche sugli enti pubblici: «Chi ha avuto incarichi grazie ad accordi trasversali, oggi li rimetta. A partire da Ida Grella, presidente del Consorzio universitario, nominata con un patto tra Festa e Bonopane. Serve coerenza, a tutti i livelli».

