Cillo Carlo lascia la Lega e aderisce al progetto politico guidato dal generale Roberto Vannacci

 

Ho deciso di lasciare la Lega.

Non per calcolo, non per convenienza, ma per coerenza.

Da amministratore comunale di Pietradefusi ho sempre detto ciò che penso, anche quando era scomodo, anche quando non conveniva. Oggi faccio lo stesso.

La nascita del partito guidato dal generale Roberto Vannacci rappresenta, a mio avviso, una scossa chiara nel panorama del centrodestra. Non è un’operazione tattica: è una scelta in cui mi riconosco.

Negli ultimi anni il centrodestra ha spesso governato con eccessiva prudenza. Ha abbassato i toni, ha evitato parole considerate scomode, ha preferito non esporsi su temi che fanno discutere. Il risultato è stato un approccio più amministrativo che politico.

Io non credo che la destra debba inseguire il linguaggio degli altri. Deve semplicemente dire ciò che pensa su identità, sicurezza e appartenenza, senza filtri.

Il progetto di Vannacci rimette questi temi al centro e lo fa in modo diretto. Si può essere d’accordo o meno, ma il punto è un altro: tornare a scegliere da che parte stare.

Non è una questione di toni forti, ma di chiarezza. O si difende una visione del Paese oppure si amministra quella scritta da altri.

La mia scelta è questa, netta e trasparente.

Continuerò a svolgere il mio ruolo istituzionale con responsabilità, come ho sempre fatto. Ma, politicamente, ho deciso di aderire a un progetto che non ha timore di definirsi per ciò che è.

Il tempo delle mezze misure è finito.

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