Calcio Avellino, Mauriello come Taccone: la maledizione della fideiussione

Cosa hanno in comune Claudio Mauriello e Walter Taccone?

La carica di presidente dell’Avellino Calcio.

Troppa facile.

Altra risposta?

La maledizione della fideiussione.

Un anno fa era Taccone il bersaglio dei tifosi perchè non avere regolarizzato l’iscrizione dell’Avellino in serie B a causa di una fideiussione risultata priva di rating, perchè emessa da una società finanziaria estera.

Più che mancanza di volontà, in effetti fu un eccesso di fiducia nei confronti di chi gli aveva garantito che i signori della polizza erano persone serie ed affidabili. E invece…

Fuori dalla serie B

L’allora presidente dell’Avellino, dopo avere scoperto che quella presentata era di scarso gradimento della Covisoc, spendendo altri soldi era riuscito a ottenerne una regolare fidejussione, emessa dalle Generali Assicurazioni.

Tutto a posto? Macchè, gli fu detto che il termine improrogabile per la presentazione del documento a corredo dell’iscrizione era scaduto. Inutili i ricorsi esaminati da giudici sportivi e amministrativi: l’Avellino fu cancellato dal campionato. Altre società, pure avendo prodotto fideiussioni farlocche, militano ancora nel calcio italiano.

Misteri del calcio.

Un anno dopo il presidente dell’Avellino, l’avvocato Claudio Mauriello, vive un’esperienza analoga, forse addirittura peggiore rispetto al suo precedessore.

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Perchè l’attuale presidente non ha gli stessi tempi ristretti e i termini perentori indicati a Taccone da funzionari della Figc fin troppo zelanti e precisi.

Mauriello, quale legale rappresentante dell’Avellino, non riesce a trovare una società di assicurazione oppure un istituto bancario disposti a fornire la garanzia richiesta dalla Lega Pro attraverso una garanzia finanziaria.

Nel calcio la parola fideiussione fa venire i brividi.

Per ottenere quel documento bisogna costituire in pegno l’importo garantito.

E allora, perchè questa fideiussione non arriva? Le “ferie agostane” sono ormai finite.

Fideiussione e rating

Pure i tifosi a digiuno in ecomomia, ormai, sanno benissimo cosa sia tale strumento  finanziario, parlano con competenza di rating e polizza fideiussoria, sanno quanto cosa una garanzia assicurativa e seguono con competenza gli argomenti proposti da dirigenti e presidenti di calcio.

La fideiussione è come il mutuo: le banche sono disposte a coprire di soldi chi ha un conto con giacenza rilevante e proprietà immobiliari. Chi ha soldi può avere soldi. E se il cliente zoppica, non può fornire adeguate garanzie ed è in difficoltà economiche? S’attacca.

Da una settimana si va avanti tra rinvii e rassicurazioni (non quelle finanziarie) verbali.

Le ferie agostante sono finite

Fino a pochi giorni fa erano le “ferie agostane” ad impedire di ottenere la fideiussione per garantire l’ingaggio di giocatori per l’Avellino di Ignoffo.

Senza quei tre elementi presentati ufficialmente ma non tesserati, l’Avellino ha rimediato sei schiaffoni in casa dal Catania. Perchè attribuire a tali assenze una così pesante sconfitta? Contro il Bari, neanche c’erano quei tre giocatori e l’Avellino aveva vinto ottenendo la qualificazione in Coppa Italia. Gli assenti sono come quelli che muoioni: sono sempre i migliori.

Misteri del calcio pure questo.

Avellino come la Scandone?

Da giorni si attende l’emissione di una fideiussione in favore dell’Avellino. Solitamente riesce a ottenerla anche un soggetto in difficoltà economiche, purchè abbia un “garante”: tale difficoltà lascia spazio a preoccupazioni che diventano sempre più concrete. Possibile che nessuno possa offrire garanzie? Oppure è la volontà che manca?

Parliamoci chiaro: i tifosi temono che il calcio possa fare la stessa fine del basket.

Nessuno vuole fare disfattismo, sia chiaro. I deficienti che preferiscono commentare in modo offensivo una realtà che non vogliono riconoscere, sappiano che noi per primi – sicuramente più di loro – abbiamo interesse affinchè l’Avellino non scompaia. Altrimenti cosa potremmo più scrivere senza la squadra di calcio?

Si astengano, dunque, gli imbecilli di turno da commenti inutili: piuttosto riflettano sulla situazione reale cominciando a porsi qualche domanda per comprendere se, alla fine, c’è il rischio che l’Avellino sia destinato a vivere momenti di grande difficoltà, non solo a livello di risultati.

I dipendenti battono cassa

Intanto i dipendenti della Scandone (compreso il signor Alberani che in tanti anni ha collezionati ingaggi stratosferici) sono andati a chiedere solidarietà non solo morale al Sindaco Festa il quale, da parte sua, aspetta che qualcuno gli restituisca 20mila euro anticipati per l’iscrizione della Scandone.

E’ un pò come andare a parlare di fune in casa dell’impiccato, insomma.

Il direttore sportivo Alberani, che nella passata stagione ha costuito ben due realtà sportive – la Scandone e la SSD Avellino – ora chiede gli arretrati come qualsiasi modesto dipendente. Potrebbero finire tutti nella lunga lista dei creditori, magari privilegiati perchè dipendenti.

Sempre che non attivino iniziative concrete quali il sequestro degli incassi ai botteghini.

Vuoi vedere che per questo è stata bloccata la vendita degli abbonamenti?

Niente abbonamenti, un mistero?

Una società che è alla canna del gas (nessun riferimento con l’azienda del sempre sorridente patron De Cesare), stranamente non ha proseguito la vendita degli abbonamenti che, in quattro giorni, era andata a gonfie vele registrando oltre 2300 tessere vendute ad altrettanti potenziali sostenitori o finanziatori.

Il comunicato ufficiale del 20 agosto recitava: la vendita degli abbonamenti sarà sospesa nella giornata di domenica 25 agosto, in concomitanza con la gara Avellino-Catania, per poi riprendere in orari e date che saranno comunicati successivamente.

I botteghini, da lunedì, sono rimasti chiusi e nessuna comunicazione è stata fornita a chi avrebbe voluto sottoscrivere l’abbonamento nonostante il disastroso avvio di campionato.

E gli attesi sponsor? I signori di Ariano Irpino presentati da Tonino Loschiavo? I tanti imprenditori disposti a tagliarsi un braccio per aiutare l’Avellino? E i politici, l’ex sindaco Ciampi, dove sono tutti questi soggetti?

Chiuso il Paladelmauro, deroga per il Partenio

Ci sono diversi segnali che lasciano scarso spazio all’ottimismo: il palazzetto dello sport è stato chiuso, i custodi hanno cambiato i lucchetti e dagli stanzoni del Paladelmauro sono state portate via le attrezzature sanitarie.

A proposito: i medici chiedono il pagamento delle spettanze regolarmente fatturate per il lavoro svolto nella passata stagione sportiva.

Rispetto a tale richiesta, sono stati ingaggiati altri responsabili sanitari, con modalità e competenze che sono all’esame della Federazione Medici Sportivi. Secondo rumors, ci sarebbe una segnalazione ufficiale fatta alla Procura Federale che avrebbe intanto aperto una indagine.

Se il palazzetto dello sport è chiuso, resta disponibile lo stadio Partenio, al momento attraverso una deroga. Ci sono lavori da completare, l’ascensore non funziona, l’impianto di illuminazione deve essere sistemato.

A proposito, la prossima partita interna è in programma sabato 7 settembre in notturna.

Ma di questo ne riparleremo.

Ora aspettiamo la fideiussione.

 

 

 

 

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